Poste a piazza Affari: ​privatizzazione al via

Si punta a raccogliere 4 miliardi di euro dalla quotazione di una quota del 40%

Poste Italiane alla prova di piazza Affari. Entra, infatti, nel vivo l’iter per la quotazione. Nella prima settimana di agosto inizierà il percorso di collocamento per arrivare alla fine di ottobre allo sbarco in Borsa. Secondo il Financial Times, l'obiettivo è raccogliere almeno 4 miliardi di euro dalla quotazione di una quota del 40% della spa guidata da Francesco Caio, ora controllata al 100% dal Tesoro.

Con l’accelerazione sull’operazione di Poste si rimette così in moto il cantiere privatizzazioni di Matteo Renzi che si era prefissato l'obiettivo di racimolare circa 12 miliardi da destinare all'alleggerimento del debito pubblico. In un momento in cui l’Italia comincia a mostrare i primi segnali di uscita dalla recessione, secondo funzionari e banchieri sentiti dal Financial Times, l'operazione avrebbe anche un valore simbolico. "Poste Italiane è un buon biglietto da visita per l’Italia", spiega al quotidiano britannico il capo della segreteria tecnica del Ministero dell’economia Fabrizio Pagani sottolineando che l’apertura del capitale di società pubbliche come Poste, Fs ed Enav "significa renderle più forti e competitive".

La quotazione di Poste era attesa già per lo scorso anno, ma l’iter subì un rallentamento. Ora la bozza del prospetto informativo dovrebbe arrivare alla Consob già entro la prima settimana di agosto. Un paio di settimane fa il Tesoro ha assicurato che l’operazione di quotazione sta rispettando "la tabella di marcia" e ha confermato l’obiettivo di far sbarcare la società in Borsa entro l’anno. Nell’ambito dell’operazione verranno riservate "quote rilevanti" delle azioni ai piccoli risparmiatori e "privilegi specifici per i dipendenti" azionisti. Uno degli obiettivi strategici dell’operazione di quotazione è infatti la sostenibilità del ruolo sociale dell’azienda nel lungo periodo.

Commenti

angelomaria

Dom, 19/07/2015 - 21:18

il tutto con la solita CORRUZZIONE!

angelomaria

Dom, 19/07/2015 - 21:21

ora i furbi come la mafia si sistemano in borsa siamo alpeggio del peggio d'un paese totalmente peivato di quel DIRITTO che essa ci garantiva e con lei la democrazia!!!

Anonimo (non verificato)

alox

Dom, 19/07/2015 - 22:42

Diventano SPA con azionista al 51% e obbligatorio lo Stato....

Ritratto di ilvillacastellano

ilvillacastellano

Lun, 20/07/2015 - 11:05

Lo Stato è già azionista al 100%. Se si mette sul mercato il 40%, lo Stato rimane azionista al 60% e non al 51.