Poste spinge il fatturato (+1,7%) Arriva l'acconto sul dividendo

Bene le polizze. Al Tesoro cedolone da 60 milioni

Il Tesoro brinda alle Poste Italiane e si prepara a incassare, come acconto sul dividendo 2019, un cedolone da 60 milioni circa, senza considerare gli oltre 70 milioni che finiranno alla Cdp (partecipata dal ministero dell'Economia con l'82,7% del capitale).

La società guidata da Matteo Del Fante (nella foto), insieme con i conti trimestrali, ha annunciato ieri un acconto sul dividendo, il primo della sua storia, pari a 0,154 euro per azione e pari a un terzo della somma prevista sul 2019. L'acconto garantisce agli azionisti (a iniziare dalla Cdp e dal Tesoro a cui fanno capo, rispettivamente il 35% e il 29,6% del capitale), un rendimento dell'1,4% e sarà messo in pagamento dal 20 novembre. In Piazza Affari, tuttavia, il titolo ha chiuso in calo dell'1,5% a quota 11 euro.

D'altro canto, La decisione di pagare la cedola in due rate era stata preannunciata la scorsa estate dopo che, a maggio, Poste aveva staccato un monte dividendi di 574 milioni (0,441 euro per azione). Lo stesso piano industriale Deliver 2022 prevede un incremento annuo del dividendo del 5%. «Non abbiamo aperto il file dividendi. Ci atteniamo al piano, per il momento» ha ieri risposto Del Fante agli analisti circa un'eventuale revisione della cedola.

Per quanto riguarda i conti, il gruppo Poste Italiane ha chiuso i nove mesi del 2019 con ricavi pari a 8,089 miliardi di euro (+1,7% annuo). L'utile netto al 30 settembre è stato pari a 1,083 miliardi (+2,6%). Le masse gestite sono ammontate a 540 miliardi (+26 miliardi su fine 2018) grazie a dinamiche favorevoli di mercato e alla raccolta netta positiva. L'indice di solvibilità (Solvency II) di PosteVita è stato pari al 295% a settembre 2019 (a giugno 2019 era pari a 242%), un risultato «al di sopra delle ambizioni del management nell'arco di piano». Nel terzo trimestre il giro d'affari di Poste Italiane si è attestato a 2,568 miliardi (+1,8% rispetto allo stesso periodo del 2018, in linea con le stime degli analisti) di cui 1,17 miliardi (-0,1%) dai servizi finanziari, 171 milioni (+10,6%) dai servizi di pagamento mobile e digitale e 423 milioni dai servizi assicurativi (+16,5%). La redditività è stata migliore rispetto alle stime di consenso, l'utile operativo si è attestato a 459 milioni (+0,8%).