Il potere dei dati dell'Inps. Cosa c'è dietro il dopo-Boeri

L'istituto farà i conti con i due pilastri della manovra: reddito e quota 100. Il nuovo assetto gestirà un mole di informazioni chiave

La partita che si gioca per l'Inps non è uguale alle altre per le poltrone eil relativo "controllo" degli istituti statali. L'istituto di previdenza sociale vale molto di più. Da lì passano i dati e le schedature delle posizioni contributive di milioni e milioni di italiani. Un vero e proprio "potere" delle cifre all'interno di un unico ente. La scadenza del mandato del presidente Tito Boeri di fatto segnerà un passaggio fondamentale nella vita dell'istituto. La fine della sua esperienza (al massimo potrà durare per altri 45 giorni in prorogatio dopo il 16 febbraio) avviene in un momento molto particolare per l'Inps: in poche settimane l'istituto dovrà fare i conti con due tipi di riforme strutturali abbastanaz acorpose come Quota 100 e reddito di cittadinanza. Il primo è la bandiera di governo della sponda leghista, la seconda invece è il vessillo della sponda grillina.

L'Inps dovrà dare attuazione a questi due nuovi corsi che determinano non solo il futuor di milioni di contribuenti ma anche quello stesso del governo che ha combattuto contro l'Europa (con scarsi risultati) per poter dare il semaforo verde in manovra a questi due pilastri della legge di Bilancio. I nomi in pole per il dopo Boeri sono quelli dell'ex direttore generale Mauro Nori e del grillino Tridico. Due nomi su cui si giocherà la partita del governo nelle prossime settimane. Mettere le mani sull'Inps è importate sia per i leghisti che per i grillini. Bisogna chiarire che l'Inps è un vero fortino di dati e di cifre, come sottolinea il Sole 24 Ore. Da qui passa tanto dell'applicazione delle misure inserite in manovra. L'Inps dovrà fare i conti con le domande per la pensione anticipata e per quelle del reddito di cittadinanza. Dovrà vigilare, accordare i sussidi e vigilare sui furbi. A questo va aggiunto che il bilancio dell'Inps è secondo solo a quello dello Stato centrale e in pancia l'istituto ha la banca dati più grande di tutto il continente europeo.

Non ci sono in Europa istituti pari all'Inps che si occupano di erogazione di servizi legati al Welfare come fa l'istituto nazionale di previdenza sociale. Solo lo scorso anno l'Inps ha erogato ben 340 miliardi di prestazioni mettendo poi in cassa ben 230 miliardi di contributi. 16 milioni di pensioni, 23 milioni i lavoratori iscritti e 5,3 milioni le imprese che ogni anno hanno rapporti con l'istituto. La partita per il dopo-Boeri è solo all'inizio e durerà ancora per qualche settimana. All'Inps tornerà il Cda e la governance farà i conti con grandi cambiamenti all'interno della struttura. I dati gestiti dall'Inps sono il cuore del tessuto sociale che più di ogni altro verrà toccato dalla manovra. Chi guiderà l'istituto dopo Boeri sarà alla guida di un vero e proprio centro di potere.

Commenti

agosvac

Gio, 10/01/2019 - 17:20

Intanto che si elimini Boeri, poi si vedrà cosa fare per far funzionare l'INPS al meglio. Ho sempre sostenuto e continuerò sempre a sostenerlo che è una follia che l'INPS eroghi anche le pensioni senza retribuzione. Bisogna ASSOLUTAMENTE separare l'assistenza dalle pensioni di chi lavora e versa i contributi. Solo così si possono assicurare le giuste pensioni ai lavoratori.

Nick2

Gio, 10/01/2019 - 17:56

Si continua a battere il chiodo sulla divisione fra assistenza e previdenza. Sì, bene, ma cosa cambierebbe? I miliardi per l’assistenza li dovrebbe trovare sempre lo Stato e sempre con denaro nostro! E’ come se noi avessimo due debiti, ma per tenerli distinti ne pagassimo uno con l’assegno bancario e l’altro con la carta di credito! Agosvac, prima di ripetere come pappagalli quello che presunti economisti ci vogliono mettere in testa, bisognerebbe pensarci un attimo. E’ sufficiente un po’ di logica e di buon senso per capire se ci prendono per i fondelli o meno…

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No_sinistri

Gio, 10/01/2019 - 18:51

L'inps è da sempre un sistema di ridistribuzione del reddito che munge i lavoratori per dare sussidi a chi non ha mai lavorato o ha sempre lavorato in nero (idraulici, imbianchini, muratori, molti medici specialisti e tante altre categorie). Negli anni queste prebende sono diventate un peso insopportabile e adesso scoppia. Se potessi avere indietro tutti i contributi versati con gli interessi di legge e potessi evitare di pagarne nel futuro farei a meno di ogni richiesta di pensione. Ma non c'è niente da fare: i kompagni hanno creato l'inps al fine di contribuire alla ridistribuzione del reddito che in Italia vuol dire questo, chi lavora è fregato e i furbi stanno bene.

faman

Gio, 10/01/2019 - 19:16

certamente sono tutti soldi nostri, ma separando le due gestioni sarebbe evidente lo squilibrio, e forse vedremmo dei conti INPS in ordine e una gestione assistenzialistica disastrosa.

DRAGONI

Gio, 10/01/2019 - 19:38

VIA COSI'LE MANI ROSSE DALL'INPS!!

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Leonida55

Gio, 10/01/2019 - 19:57

@Nick2 - quindi tu che vuoi pagare l'assistenza, perchè lo stato paga tramite i tuoi versamenti, lascia metà di stipendio per pagarla. Lascia pure l'altra metà per i migranti. Fazioso comunista.

rokko

Gio, 10/01/2019 - 21:44

Nick2 aggiungo che, se pure avesse un senso, qualcuno dovrebbe spiegarmi se una pensione percepita con pochi contributi versati è considerata previdenza o asssistenza. Ad esempio, una pensione a 60 anni con 21 di contributi (caso reale che conosco) è da considerarsi previdenza o assistenza?

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Gio, 10/01/2019 - 21:53

@Nick2 - giusto. Quindi pe pagare anche l'assistenza, che dici, dimezziamo il tuo stipendio, che è già troppo per te?

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LANZI MAURIZIO ...

Ven, 11/01/2019 - 08:20

speriamo che sia gestito da un leghista.