La procedura concorsuale costa 3,75 milioni di euro


Rinascere dalle ceneri non è facile. E talvolta è anche costoso. Così, dopo i maxi esborsi per la ristrutturazione del debito (si parla di 50 milioni), Seat Pagine Gialle - che continua a navigare in brutte acque per colpa delle passività caricate sull'azienda dai private equity che nel 2006 rileveranno la società dalla Telecom Italia - dovrà staccare un cospicuo assegno anche per il passaggio in tribunale che gli eviterà il fallimento. Il decreto di ammissione dell'11 luglio, che Il Giornale ha potuto visionare, determina in 3,75 milioni di euro le spese di procedura ordinando, in parallelo, il deposito della somma nella misura del 30% (1,12 milioni). Piove sul bagnato in casa Seat che ieri, in assemblea, ha dato il via libera al bilancio 2012 con una perdita di 1,05 miliardi.