Profumo abbassa i toni: «Basta che il socio arrivi»

«Il Monte dei Paschi è abbastanza grande da andare avanti sulle proprie gambe e, per tutelarne l'indipendenza, sarebbe meglio che i futuri nuovi soci non fossero di matrice bancaria, indipendentemente dalla nazionalità. Tuttavia, prenderemo quello che arriverà».
Il presidente dell'istituto senese, Alessandro Profumo, in un'intervista che il settimanale Panorama pubblicherà nel numero in edicola oggi, parla a tutto tondo della situazione in cui versa l'istituto senese e distende i toni sulla caccia al nuovo partner, prospettando la possibilità che anche i soci «politici» siano parte attiva nell'individuazione di un partner adatto . Nell'intervista con Panorama, Profumo si sofferma, poi, sulle inattese difficoltà che il piano per i «Monti bond» ha incontrato a Bruxelles, tanto da aver fatto vacillare il suo europeismo.
Inoltre, boccia il piano di chi, a Siena, punterebbe su un Monte più leggero con la vendita di sportelli fuori dalla regione, pur di mantenere il controllo sulle attività locali. Ricordando, di fatto, di essere stato il primo a volersi allontanare dai cosiddetti «salotti buoni» della finanza.
Infine, Profumo manda un messaggio chiaro alla sinistra italiana, alla quale è da sempre vicino: «Basta con questa cultura anti impresa, con questi pregiudizi ideologici» dice Profumo al settimanale. «Negli anni Sessanta c'era maggiore larghezza di vedute. Da elettore di sinistra mi auguro che la sinistra torni a capire che l'impresa crea benessere, quindi non va avversata ma aiutata, entro le regole».
Ieri, intanto, dopo l'ennesima fumata nera per la nomina del presidente della Fondazione Mps, il titolo della banca ha chiuso la seduta in leggero rialzo (+0,64%). Le attese sono tutte per lunedì, quando dovrebbe sciogliersi il nodo nomine.SoF