«Pronti a intese con Alitalia Famiglia orgogliosa di Fiat»

«Sicuramente Gianni, Umberto e mia madre Susanna Agnelli sarebbero orgogliosi di quanto, in questi anni, è stato fatto per Fiat. Tutti quanti noi della famiglia, seppur con età e ruoli diversi, siamo accomunati dall'orgoglio di aver contribuito, supportando Sergio Marchionne, a salvare la Fiat e a dare a questo gruppo nuove prospettive. La lucidità e la freddezza del nostro presidente John Elkann hanno portato a un risultato eccezionale».
Parte con questa considerazione l'incontro con Lupo Rattazzi, quintogenito di Suni Agnelli, scomparsa nel 2009. Rattazzi, presidente di Neos (gruppo Alpitour) e Assaereo, appartenente al ramo «Eredi di Susanna Agnelli» con il 5,82% della cassaforte di famiglia, sarà stamane a Maranello, in Ferrari, per partecipare all'assemblea dell'accomandita Giovanni Agnelli & C Sapaz. E le due fusioni Fiat-Chrysler e Fiat Industrial-Cnh saranno gli argomenti caldi. «Vede - spiega il presidente di Neos (252 milioni di fatturato nel 2012 e un utile, prima delle tasse, di 15 milioni) - tra l'industria automobilistica e quella aeronautica ci sono molte similitudini. Uno studio del 2010 rileva, infatti, come tali comparti presentino il punto più basso come ritorno agli investitori. Sono settori difficili da gestire, anche per la loro ciclicità».
Parliamo di aerei, le compagnie low cost vi danno seri problemi sulle tratte di breve e medio raggio. Mentre per una charter, come la vostra, il lungo raggio è sempre un buon business.
«Difatti non esistono low cost sul lungo raggio, comparto dove il rapporto qualità-prezzo del pacchetto resta favorevole».
E Neos mette fieno in cascina, con i ringraziamenti di Alpitour: un milione al mese in più di ricavi grazie alla vendita, al pubblico, dei posti rimasti liberi sui propri voli.
«Le vendite dirette sono triplicate sul 2012. L'incremento è fortissimo, una scelta azzeccata».
Mettiamo il caso che il nuovo amministratore delegato di Alitalia, Gabriele Del Torchio, vi proponesse un accordo sul lungo raggio...
«Neos, per definizione, è interessata ad accordi con la compagnia di bandiera. Dico che è arrivato il momento, per il sistema nazionale, di fare squadra. E lo sostiene una persona che, negli anni '90, era molto agguerrita sul tema della concorrenza. Le condizioni del comparto non sono brillanti. Se Del Torchio chiama, noi siano qui».
E se la chiamata arrivasse da una compagnia estera?
«Noi siamo una compagnia i cui ricavi per il 50% arrivano dalla controllante Alpitour e per l'altro 50% dai tour operator italiani, e da uno israeliano: quindi, non siamo paragonabili a Meridiana o Alitalia, entrambe compagnie full line, ma ben venga qualsiasi proposta di alleanza che porti a ridurre i costi e allargare il ventaglio dell'offerta. Ovviamente in coerenza con le strategie del nostro azionista Alpitour».
Il suo giudizio sul sistema aeroportuale italiano.
«Soffriamo gli incrementi tariffari, non vediamo contropartite in termini di servizi e non c'è chiarezza sulla politica aeroportuale del governo. Gli aeroporti presentano domanda e poi ricevono l'ok per l'aumento delle tariffe; per noi, invece, non è così».
Torniamo a Fiat. Le polemiche, nonostante le rassicurazioni, anche recenti arrivate dai vertici, continuano.
«Parlo a titolo personale. C'è chi polemizza e continua a dimenticare che, senza la Chrysler, Fiat Auto probabilmente non stava in piedi. Se il gruppo avesse dovuto fare affidamento solo sul mercato italiano e su quello europeo, a quest'ora forse Fiat non c'era più. E nessuno, invece, si lamenta per i 7 miliardi di garanzie statali presi da Peugeot per le proprie emissioni obbligazionarie. Fiat si misura anche con questa concorrenza distorta».
Lei si definisce un «tifoso» di Sergio Marchionne.
«E lo ribadisco. Mi auguro che resti con noi per tantissimi anni».
E il colpo della cessione di Sgs?
«Bravissimo a John. Un colpo a sorpresa che rafforza molto Exor e che prepara, come ha detto il presidente, a fare nuovi investimenti».