Psa Peugeot Citroën è in profondo rosso

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«Non siamo sull'orlo del fallimento»: Philippe Varin, presidente di Psa Peugeot Citroen, prova a difendere l'immagine del gruppo in una giornata difficile. La casa automobilistica francese ha chiuso il primo semestre in profondo rosso e punta tutto sul controverso piano di riassetto, che comporterà un taglio di 8mila dipendenti e la chiusura dello stabilimento di Aulnay, nella banlieue parigina.
Sulla perdita netta di 819 milioni di euro - contro gli 806 milioni di utile dello stesso periodo del 2011 - pesa in particolare la performance deludente della divisione auto, che nei primi sei mesi dell'anno ha fatto segnare un giro d'affari in calo di oltre il 10%, e un risultato operativo corrente negativo per 662 milioni. Cifre in nero invece per la divisione finanziaria (Banca Psa Finance), il cui risultato operativo corrente è praticamente stabile rispetto al primo semestre 2011, a 271 milioni di euro contro 274. Il fatturato di gruppo è di 29,6 miliardi, in contrazione del 5,1%. Con il piano di ristrutturazione, il costruttore francese punta ad ottenere un impatto positivo sui conti da 1,5 miliardi di euro di qui al 2015.
Ma il governo francese non intende restare a guardare e proprio ieri ha presentato un piano di sostegno per l'industria automobilistica nazionale. Il progetto prevede, fra l'altro, un aumento dei sussidi per le auto elettriche e ibride e una crescita degli investimenti per l'innovazione. Il ministro del Riassetto Produttivo Arnaud Montebourg ha annunciato che l'incentivo massimo per l'acquisto di un' auto elettrica salirà da 5 a 7mila euro mentre il contributo statale per l'acquisto di una vettura ibrida viene raddoppiato a 4mila euro. Previsto inoltre un dispositivo di sostegno alla ricerca e sviluppo nel settore dell'auto «pulita». In cambio degli aiuti il governo chiede alle case automobilistiche di non chiudere stabilimenti in Francia e di mantenere in patria i laboratori di ricerca e sviluppo.