La qualità val bene costi più alti

Si è tenuto a Roma questa settimana Consulentia 2018, l'appuntamento nazionale della consulenza finanziaria, organizzato da Anasf. Tre giorni a discutere di cambiamento, di nuove normative, Mifid2 su tutte, e di come stia modificandosi radicalmente il rapporto tra il mondo del risparmio, quello della consulenza e quello delle banche. L'incipit su cui si sono fondati i lavori introduttivi è stato fornito da una ricerca effettuata da McKinsey i cui risultati derivano da interviste a manager, clienti e consulenti finanziari. Il focus principale ha riguardato proprio il ruolo del consulente che esce valorizzato dai nuovi processi normativi. Il modello di consulenza delle reti, racconta la ricerca, si conferma più completo rispetto a quello di alcune banche tradizionali. Quello che appare ancor più rilevante è come, per i clienti delle reti, sia maggiore la rilevanza del brand e del consulente e minore quella dei costi.

Questo dimostra, in sintesi, come la qualità del servizio ricevuto, e soprattutto la qualità di chi il servizio lo eroga, risulti assolutamente primaria rispetto al tema dei costi, troppo spesso, nell'ultimo periodo, assunto erroneamente come unico elemento distintivo. Per la serie, cosa me ne faccio di qualcosa che costi poco se poi non determina valore? Quel minor costo, se non dovesse aver valore, rischierebbe di diventare un peso economico davvero inutile e dannoso da sostenere. Ci vuole equilibrio, quindi, servizio ed attenzione ai costi.

«Dipenderà molto anche da noi consulenti - ha dichiarato Maurizio Bufi, presidente di Anasf - , l'educazione finanziaria del Paese e la valorizzazione della risorsa rappresentata dal risparmio sono temi che vanno di pari passo e che rappresentano una priorità imprescindibile a cui la nostra categoria può fornire risposte certe». Di questo si parlerà nel corso della trasmissione «Mercati Che Fare» in onda, domani, sabato, alle 20.30 su TgCom24 di Mediaset.

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