Rcs crolla in Borsa (-7,6%) Corsa contro il tempo per il piano industriale

Ultima chiamata per Rcs che sotto la guida del nuovo amministratore delegato Laura Cioli, insediato ieri, deve varare al più presto un piano industriale, meglio se entro fine anno. La Borsa vede grosse nuvole addensarsi all'orizzonte del gruppo del Corriere della Sera: a Piazza Affari il titolo ieri ha aggiornato i minimi storici portandosi a 0,65 euro con un calo, a fine seduta, del 7,56 per cento (a 0,66 euro). Negli ultimi sei mesi le azioni hanno lasciato sul terreno quasi il 45 per cento. Ieri il cda ha approvato la trimestrale che verrà annunciata al mercato questa mattina e porta la mano del suo predecessore Pietro Scott Jovane, oggi in Banzai. Gli analisti non si aspettano risultati esaltanti, in particolare sul fronte dell'asticella del debito, e soprattutto non credono che possa ancora essere scongiurato il rischio di un nuovo aumento di capitale. Su questo punto, Intesa Sanpaolo ha già fatto sapere che non intende sottoscrivere la sua quota. Idem per Diego Della Valle e Urbano Cairo che al momento non avrebbe intenzione di mettere mano al portafoglio. Anche gli Elkann (al 16,7%) sono «latitanti» sulla partita del Corriere, come ha dimostrato la resa sul cambio al timone e il mancato intervento sulla scelta del nuovo ad, e da tempo si vocifera di un possibile disimpegno dal capitale (una volta trovato un compratore). Mediobanca, che ha ancora il 6,2% di Rcs e fa parte del pool dei finanziatori (insieme a Ubi, Bpm, Bnp, Unicredit e Intesa), ha invece tenuto aperte le porte. Nei mesi scorsi le stesse banche avevano deciso di rimandare a metà novembre la verifica sugli indicatori che potrebbero far scattare l'obbligo di ricorrere alla seconda tranche di aumento di capitale. La prima, da 400 milioni di euro, era stata esercitata nel 2013 e, al momento, la delega dell'assemblea al cda per altro 190 milioni scade a fine anno. Rcs, che attende il via libera dell'Antitrust per chiudere la cessione dei Libri a Mondadori, vorrebbe avere altro tempo anche per poter contabilizzare i 127,5 milioni di euro derivanti dalla cessione della Rizzoli. Gli istituti ieri avrebbero inviato una lettera sul debito al cda, prima dell'inizio della riunione presieduta da Maurizio Costa, e alla fine avrebbero concesso la proroga di qualche mese alla delega per chiamare la ricapitalizzazione. Ma la pazienza dei creditori, che in queste settimane hanno trattato con il direttore finanziario Riccardo Taranto, non è infinita. Rcs dovrà fare presto col nuovo piano che dovrebbe prevedere la cessione della controllata spagnola Unidad Editorial più altre eventuali dismissioni. Basteranno? Oggi la parola ai conti.