Rcs dimezza le perdite Ma i ricavi scendono

Rcs dimezza le perdite nel trimestre a 54 milioni, dai 107,1 milioni dello scorso anno. I ricavi si flettono a 262,9 milioni (-7,8%) per effetto del calo delle diffusioni, ma anche della pubblicità, parzialmente bilanciato dai ricavi editoriali diversi. I ricavi digitali mostrano, però, una crescita del 3,8% a 35,3 milioni e pesano ora per il 13,4% dei ricavi complessivi del gruppo. L'Ebitda pre oneri e proventi non ricorrenti è negativo per 29,0 milioni, rispetto ai meno 39,3 milioni del primo trimestre 2013. Il gruppo che edita il Corriere della Sera sottolinea, comunque, come l'andamento del trimestre sia in linea con gli obiettivi annunciati. Quanto al risultato netto, è previsto per il 2014 ancora in perdita, ma comunque in miglioramento. Sono attesi poi «complessivamente in crescita» nell'esercizio anche i ricavi, per effetto dello sviluppo delle attività digitali. E si stima un miglioramento anche dei ricavi pubblicitari, anche per l'acquisizione di nuovi eventi sportivi come il Dubai Tour, di cui è stata realizzata la prima edizione a febbraio.
Presentando i risultati agli analisti, l'ad Pietro Scott Jovane ha dato segnali positivi sul tema della raccolta per i media in Italia, pur dopo un mese di aprile dall'andamento non particolarmente vivace, anche a causa dei ponti: «A maggio la pubblicità è in crescita e per giugno è nella direzione giusta», ha detto.
Quanto all'indebitamento, il direttore finanziario Riccardo Taranto si è detto «fiducioso, più che fiducioso. Stiamo lavorando per mantenere tutti i nostri target e la generazione di cassa è il mio primo target personale». Insomma, «non consideriamo l'ipotesi di una rottura dei covenant», ha risposto a un analista che gli chiedeva quale sarebbe il «piano B» in caso di rottura degli impegni con le banche a fine anno. Taranto ha ribadito, quindi, che la società è «al lavoro per raggiungere il target totale di 250 milioni di cessioni a fine anno», e ha ricordato che un «potenziale vantaggio ulteriore» potrebbe arrivare anche dalla conversione facoltativa delle azioni risparmio in ordinarie, che può portare nelle casse della società fino a 60 milioni.
Il gruppo ha infine fissato tra il 19 maggio e il 6 giugno (prorogabile fino al 13 giugno), il periodo per l'esercizio della conversione delle «risparmio» di tipo A e B in ordinarie. Tra il 12 e il 27 maggio potranno venir esercitati i recessi e il 6 giugno sarà chiara la ricaduta patrimoniale per il gruppo editoriale Rcs dell'operazione.