Rcs pronta alle montagne russe

Al via, oggi, la maxi ricapitalizzazione di Rcs. E per gli esperti una cosa è certa: azioni e diritti saranno sulle montagne russe fino al termine dell'operazione, il 5 luglio (i diritti in opzione saranno negoziabili fino al 28 giugno). L'eventuale inoptato sarà in negoziazione in un momento successivo. In gioco c'è il controllo, tra l'altro, del «Corriere della Sera». Per gli investitori retail tuttavia Carlo Gentili, ad di Nextam, ha un solo consiglio: «starne alla larga, almeno fintanto che un cambiamento di governance renda la struttura efficiente e il business profittevole». E raccomanda prudenza («reduce» a 1,38 ex diritto), anche Kepler Cheuvreux, che punta il dito sulla debole struttura finanziaria (post aumento, il debito rimarrebbe sei volte l'Ebitda).
L'aumento di capitale sarà di 421 milioni (440 per i titoli ordinari) di cui sono già garantiti 380 (195,5 dal patto di sindacato), la soglia necessaria a rendere efficace l'accordo per il rifinanziamento con le banche. L'operazione avverrà con l'emissione di azioni ordinarie a 1,235 euro l'una, offerte in opzione ai soci con un rapporto di tre a uno. Il prezzo corrisponde a uno sconto del 30% sul prezzo teorico ex diritto (Terp) rispetto alla media delle sedute dell'11,12 e 13 giugno (3,298 euro). Venerdì Rcs ha chiuso a 3,56 euro, ma stamattina i prezzi si dimezzeranno. Calcolatrice alla mano, in condizioni di parità teorica, il titolo dovrebbe attestarsi a 1,81 euro e il diritto a 1,76 euro.
Ma non durerà molto. «Dato il flottante estremamente ridotto di Rcs e la difficoltà di trovare titoli a prestito, mi aspetto che l'azione tratti a premio rispetto al valore teorico del diritto» sostiene Alessandro Frigerio, senior analyst di Rmj sgr che si aspetta fermento e volatilità alle stelle. «A scendere in campo per il controllo di via Solferino sono i principali protagonisti di Piazza Affari. E le sorprese potrebbero non mancare. Diego Della Valle potrebbe cogliere l'occasione per salire nel capitale del gruppo». Con il via all'operazione parte infatti il riposizionamento sulla scacchiera di Via Solferino.
Il patto dovrebbe diluirsi intorno al 55% (dal 58%) e raggruppare, come nocciolo duro, Mediobanca, Fonsai; Pirelli, Mittel ed Edison che hanno dichiarato di voler mantenere le quote, oltre a Intesa Sanpaolo e Fiat intenzionati a salire. Alcuni soci hanno già dato forfait, come Generali e Merloni, altri sottoscriveranno l'aumento solo per la metà (Italmobiliare, Sinpar ed Eridano). Fuori dal patto, Benetton ha annunciato un passo indietro, mentre Rotelli dovrebbe mantenere il 16,6%. Nel mirino le mosse di Della Valle (all'8,7% del capitale) che potrebbe decidere di rastrellare i diritti o piuttosto di attendere l'inoptato per raddoppiare la propria presa sul gruppo.
La settimana per Rcs sarà intensa anche sotto altri profili: oggi riprende la trattativa con i sindacati sul nodo periodici, mentre domani si dovrebbe riunire il cda per fare il punto sulle cessioni e sul destino delle 10 testate in vendita.