Rcs vede rosso anche per il 2014

Scontro rinviato ad altra data per Rcs che ha approvato un bilancio 2013 chiuso in pesante rosso, è apparsa ottimista sul 2014 e ha convocato un ulteriore cda per il 24 marzo. Sarà in questa occasione, e ancor di più nell'assemblea di bilancio dell'8 maggio, che si affronteranno i diversi schieramenti in campo: da un lato Fiat (al 20,5% del capitale) e dall'altro tutti gli altri a iniziare dalle posizioni più critiche come quelle di Diego Della Valle (socio all'8,9%), Pandette (al 3,3%), Urbano Cairo (al 2,8%) e i Pesenti (al 3,8%), mentre Intesa (al 6,5%) e Mediobanca (al 9,9%) sembrerebbero per ora alla finestra.
Intanto è stata scongiurata la decadenza del cda: secondo alcune indiscrezioni di stampa il presidente Angelo Provasoli e altri tre consiglieri erano pronti a dare le proprie dimissioni nel cda di ieri. Così non è stato. Ma il titolo, in Borsa, in attesa del bilancio comunicato a mercato chiuso, ha fatto faville: +4,2% a 1,62 euro.
Sui numeri non ci sono state particolari sorprese: a pesare sono state soprattutto l'area quotidiani (-13% a 487 milioni), l'area periodici (-26,5% a 132,8 milioni) e la Spagna (Unidad Editorial ha perso il 10% a 371 milioni), mentre le grandi speranze sono riposte nel rafforzamento del digitale, anche se è troppo presto per farci conto in termini di bilancio. «I risultati sono abbastanza in linea con le attese, almeno il fatturato che tuttavia, nel corso del 2013, era stato rivisto due volte al ribasso. Marginalità e debito netto sono risultati invece inferiori alle stime, nonostante lo sforzo di tagli e di contenimento dei costi registrato nel 2013», sostiene un analista che preferisce l'anonimato dopo una prima lettura del comunicato.
Rcs ha chiuso il 2013 con un giro d'affari di 1,3 miliardi (da 1,5), un ebitda dopo gli oneri e i proventi non ricorrenti in rosso per 82,9 milioni (da -8,8 milioni), un ebit in rosso per 200,8 milioni (da -523,5 milioni ma peggiore rispetto al consenso di Bloomberg pari a-161 milioni), una perdita netta di 281,5 milioni (da -507 milioni ma peggiore rispetto al consenso di Bloomberg pari a -121 milioni) e un debito finanziario netto di 476 milioni (da 845,8).
Per i prossimi dodici mesi Rcs prevede più ricavi, ebitda e risultato netto in miglioramento, ma ancora in rosso. A sorprendere è soprattutto la previsione di un ritorno alla crescita a livello di fatturato, non scontata in uno scenario editoriale non proprio effervescente. «Mi ha colpito l'ottimismo del management, decisamente superiore rispetto all'atteggiamento de L'Espresso», commenta l'esperto. Per ogni ulteriore indicazione sui dati, il management ha dato appuntamento all'investor day di domani quando, secondo le previsioni di Equita, dovrebbero essere date indicazioni di crescita dei ricavi dal digitale, di miglioramento delle efficienze (la nota di commento al bilancio specifica che il target al 2015 sarà raggiunto con un anno di anticipo) e conferma del piano di dismissioni da 250 milioni (70 milioni ancora da completare) entro il 2014. Per la governance è invece ancora troppo presto per capire se il bilancio 2013 e le previsioni sui prossimi mesi bastino a soddisfare Della Valle, che più volte ha minacciato l'azione di responsabilità contro il cda e chiesto l'intervento nella gestione dell'azienda di «un editore puro» come Cairo. Proprio l'imprenditore pochi giorni fa dichiarava al Giornale: «Prima di prendere altre posizioni voglio vedere i dati, come vanno i costi, gli sprechi e capire lo stato delle cose. Poi vedrò come agire».