Recordati spinge l'utile +19% e batte le attese

Cinzia Meoni

Il primo trimestre di Recordati firmato da Andrea Recordati, subentrato alla guida del gruppo farmaceutico la scorsa estate, batte le stime degli analisti. E il trend sarà mantenuto anche nei prossimi mesi. A Piazza Affari il titolo festeggia e chiude la seduta in rialzo dello 0,7% a 26,7 euro.

La società fondata dall'omonima famiglia ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un giro d'affari di 862,4 milioni (+9,9%), un margine operativo lordo di 280 milioni (+16,4%), un utile netto di 182,3 milioni (+19,5%) e un debito netto di 100 milioni. «A ottobre la crescita è proseguita in linea con le attese e per il 2016 prevediamo di realizzare ricavi per 1,14 miliardi, un utile operativo di 325 milioni e un utile netto di 230 milioni circa». Nel frattempo, sulla base dei risultati fin qui raggiunti, Recordati ha deliberato un acconto di dividendo relativo di 0,35 euro per azione, in aumento rispetto a quello di 0,30 euro previsto sul 2015. L'acconto sarà posto in pagamento dal 23 novembre, con stacco cedola il 21 novembre.

Quanto alla futuro del gruppo Andrea Recordati è chiaro sulla strategia: «La mia priorità sarà quella di proseguire con la strategia di sviluppo tracciata da Giovanni Recordati (scomparso lo scorso agosto ndr) con l'obiettivo di continuare sulla strada della crescita attraverso lo sviluppo organico delle nostre attività e una politica mirata di acquisizioni di aziende e prodotti». Come appunto portato avanti negli ultimi mesi con l'acquisto della società svizzera Pro Farma, il perfezionamento di un accordo di alleanza con l'Assistance Publique, Hopitaux de Paris in Francia per lo sviluppo e la successiva commercializzazione di un trattamento per una malattia rara gravemente invalidante, e infine con la sigla di un accordo di licenza esclusiva con Gedeon Richter per la commercializzazione di cariprazina, un farmaco innovativo per il trattamento della schizofrenia, in Europa Occidentale, Algeria, Tunisia e Turchia. Lo sviluppo di Recordati si è nel corso degli anni perfezionato su due direttrici: acquisizioni effettuate per cassa, gestibili e integrabili con il resto del gruppo e indipendenza dai grandi colossi internazionali. Fondato dall'omonima famiglia nel 1926 e approdato a Piazza Affari nel 1984, il gruppo farmaceutico rimane in mano ai Recordati, a cui fa capo il 52% circa del capitale.