Dopo il referendum

Alla ex Bertone i sindacati firmano l’accordo, e la spaccatura nella Fiom si allarga sempre più. Accanto ai leader di Fim, Uilm e Fismic, il segretario Maurizio Landini non c’è, ma ci sono le Rsu al gran completo, compresi i delegati dei metalmeccanici Cgil. Che già avevano consigliato di votare sì al referendum sull’applicazione del nuovo contratto, conclusosi con un vero e proprio plebiscito: l’88% per cento dei lavoratori ha dato così il via libera al piano del Lingotto da 500 milioni di euro per produrre la Maserati nelle Officine di Grugliasco.
Meno di 24 ore dopo, la firma che dà il via al «piano Marchionne»: dal primo gennaio 2012 partiranno le assunzioni con le nuove regole, le stesse di Pomigliano e Mirafiori.
L’ad delle Officine Automobilistiche Grugliasco, Luigi Galante, si limita al commento di circostanza, subito dopo la sigla: «Sono molto contento. È un risultato importante».
Ma le polemiche tra imprenditori e Fiom continuano, aperte dalle dichiarazioni del numero uno di Confindustria, che parla apertamente di spaccatura all’interno delle tute blu della Cgil. Per Emma Marcegaglia «l’esito del referendum all’ex Bertone è un evento che cambia la logica in corso. C’è un pezzo della Fiom, la componente nazionale, che ragiona su principi ideologici e dice sempre "no", e un altro pezzo, le Rsu e i lavoratori all’interno della fabbrica, che comprende i problemi».
Landini però non demorde, anzi: casomai è Confindustria che «perde i pezzi», replica. E Fiat non si illuda: «Non avranno mai la nostra firma, la nostra posizione non cambia e naturalmente non firmeremo quel contratto perché per noi mette in discussione lo stesso contratto di lavoro e i diritti dei lavoratori». Ben diverso il tono di Pino Viola, rappresentante Rsu Fiom alla ex Bertone: «Abbiamo firmato l’accordo secondo l’indicazione che è venuta ieri dal voto. Ribadiamo le criticità su alcuni punti e il nostro impegno con i lavoratori è di migliorare questo accordo appena si riprenderà a lavorare». Una scelta che incassa l’approvazione della stessa Susanna Camusso: «Trovo positivo il comportamento delle Rsu», ha detto la leader della Cgil, aggiungendo: «Ora il Lingotto deve discutere con loro delle condizioni di lavoro».
E dall’altra parte dell’Oceano, in serata, arriva la prima risposta dell’ad Sergio Marchionne, impegnato nel road show con gli investitori per il rifinanziamento della Chrysler: «Gli operai hanno parlato: è un’espressione di democrazia. Ora cerchiamo di ascoltare la maggioranza dei lavoratori». Che si riconosce nelle dichiarazioni di Fim, Uilm e Fismic torinesi: «Abbiamo voltato pagina dopo molti anni di difficoltà».