Renzo Rosso trova 50 milioni: Bnl finanzierà le «sue» pmi

Una linea di credito di 50 milioni per 455 piccole e medie aziende. A prima vista sembrerebbe tutto normale, ma la novità è che Ifitalia (gruppo Bnl-Bnp Paribas) ha aperto i cordoni della Borsa per le imprese della filiera dei fornitori di Staff International, la società di Renzo Rosso che ha in portafoglio sei licenze per un totale di 50 collezioni (tra cui Just Cavalli, Marc Jacobs e Vivienne Westwood).
Il finanziamento consentirà di smobilizzare in tempi brevissimi i crediti vantati dai fornitori verso Staff International. Il funzionamento dell'operazione, denominata «Cash» (Credito agevolato-Suppliers Help), è semplice. In pratica, ai fornitori «virtuosi» viene applicato lo stesso rating del loro debitore e questo consente loro un taglio netto dei costi di finanziamento tra i quali (per altri canali, però) rientra anche lo sconto crediti praticato dalle banche.
Nello specifico, la valutazione del merito di credito, cioè dell'affidabilità, viene affidata alla stessa Staff International «in base a criteri oggettivi e trasparenti, con l'obiettivo di coinvolgere esclusivamente chi tocca una certa soglia», ha spiegato l'ad Ubaldo Minelli.
Coloro che non arrivano al target saranno stimolati a raggiungerlo, «anche se già adesso circa il 40% dei nostri fornitori ha un rating idoneo», ha chiosato Renzo Rosso, numero uno del gruppo Otb che, oltre a Staff International, controlla anche Diesel. «Il tasso applicato sarà simile a quello che paghiamo noi, più o meno il 2,5%», ha aggiunto. La più agevolata, almeno inizialmente, sarà la filiera veneta che lavora a stretto contatto con la sede del gruppo.
Un'operazione di «fiducia, concretezza e innovazione», ha commentato l'ad di Bnl, Fabio Gallia, affermando che «l'azionista francese creda molto nel made in Italy». Circostanza testimoniata finanziariamente da Bnp Paribas e nell'ambito industriale dal recente shopping italiano di Lvmh e Kering con Cova, Loro Piana, Pomellato e Ginori. Renzo Rosso ha rimarcato come «Bnp Paribas abbia offerto le condizioni migliori». D'altronde, il costo della raccolta bancaria è molto simile allo spread e, mentre la Francia paga 62 punti base in più nei confronti del Bund, l'Italia deve offrire 210 punti in più. Per il sistema finanziario (e industriale) italiano una sfida sempre più difficile.