Respinto il ricorso contro l'assunzione forzosa di 4 operai

Fiat segna un punto a favore nella battaglia contro le sigle sindacali che non hanno mai accettato il nuovo corso di relazioni industriali imposto da Sergio Marchionne. Il Tribunale di Torino ha infatti rigettato il ricorso presentato da quattro lavoratori della Fiat di Pomigliano d'Arco, iscritti allo Slai Cobas, che chiedevano l'assunzione nella newco Fip subentrata al Lingotto nella gestione dell'impianto produttivo.
«Pochi giorni dopo l'anomala decisione del Tribunale di Roma (che aveva imposto la riassunzione di 145 iscritti Fiom-Cgil; ndr) viene ora riconosciuto in modo netto a Fabbrica Italia Pomigliano il diritto di decidere se, quando e chi assumere», hanno commentato i legali della Fiat sottolineando che la decisione del Tribunale «rispetta i principi basilari fissati dalla Costituzione in materia di libertà delle imprese di svolgere l'attività economica in modo autonomo, efficiente e produttivo, senza interferenze esterne e senza obblighi di assumere dipendenti non necessari rispetto alle esigenze, solo perché appartenenti ad una sigla sindacale».
Lo Slai Cobas ha comunque preannunciato, una volta lette le motivazioni della sentenza, un ricorso in appello se non verrà riconosciuto il diritto alla riassunzione dei quattro lavoratori. E in ogni caso se la giustizia italiana non dovesse dar loro ragione, è pronto un ricorso alla Corte europea di giustizia che «per tutelare gli oltre duemila lavoratori che sono ancora fuori dalla newco», ha concluso il sindacato di base.
È chiaro che il propagarsi del conflitto tra Fiat e la parte più retriva dei rappresentanti dei lavoratori anche sul terreno legale non rappresenta certo un incentivo a proseguire gli investimenti in un mercato fortemente condizionato dallac crisi come quello italiano. E dal quale Fiat sta tgià cercando di «difendersi» non solo con l'attenzione sempre maggiore a Chrysler, ma anche con l'attenzione ai Paesi emergenti come la Serbia dove dieci giorni fa è stata avviata la produzione della nuova 500L. Il direttore dello stabilimento di Kragujevac, Antonio Cesare Ferrara, ha confermato che nell'impianto, dove lavorano attualmente 1.700 operai, saranno assunti altri 800 dipendenti entro la fine dell'anno, portando a 2.500 il numero complessivo degli addetti. Un monito severo per il segretario Fiom Landini.