Riaprono le banche e la Borsa di Atene

Ok al prestito ponte: graduale ripresa dell'attività già da lunedì. Anche il Bundestag vota sì agli aiuti

AteneTre colpi in uno per Atene: la buona notizia del prestito ponte in arrivo lunedì, fa il paio con quella di banche e Borsa che riapriranno quello stesso giorno, mentre il Bundestag approva il nuovo piano. E dal vicepresidente della Commissione europea, Vladis Dombrovskis, ecco l'annuncio che sblocca 7,16 miliardi per finanziare il ponte in Grecia. Serviranno a rimborsare gli arretrati al Fmi e alla Bce almeno fino a quando non accederà ad un nuovo programma del meccanismo europeo di stabilità. I profitti dei titoli ellenici detenuti dalle banche centrali della zona euro garantiranno i prestiti. E se Atene non riuscirà a rimborsare il finanziamento a breve termine, i fondi saranno detratti dai pagamenti dal bilancio dell'Ue destinati all'Egeo.

Nelle stesse ore davanti al parlamento tedesco Angela Merkel dice che «l'Europa ha conosciuto alcuni dei suoi giorni più drammatici», chiedendo il sì al piano («irresponsabile non dare un'altra chanches»), ma gli applausi sono solo per il falco Schaeuble. Il Bundestag approva a larga maggioranza: 439 (Cdu e Spd) favorevoli, 119 no (Linke) e 40 astenuti. Sì anche dal Parlamento austriaco riunito in seduta straordinaria, ma solo dai partiti al governo.

Il nodo in Grecia, nel giorno in cui 40 incendi flagellano Peloponneso e Attica, non è più quello degli sportelli in apnea da 20 giorni. Il ministro delle finanze Tsakalotos ne aveva assicurato la riapertura lunedì, ora la conferma dal viceministro delle finanze Mardàs che ha sciorinato i dettagli. Inizialmente, però, era circolata l'ipotesi di saracinesca su solo alle mille succursali che erogano servizi ai pensionati privi di carte di credito o bancomat. Anche il numero uno della Bce Mario Draghi era apparso molto scettico sul fatto che ci fosse una riapertura repentina degli istituti. E invece ieri pomeriggio, nel corso di una teleconferenza tra i dirigenti della Banca di Grecia con gli omologhi della Bce, la decisione liberatoria ma con dei paletti. Gli sportelli saranno riaperti con alcune flessibilità circa le restrizioni sui movimenti di capitali e dovrebbero essere modificati i limiti ai prelievi giornalieri: un cittadino dopo cinque giorni dall'ultimo prelievo, potrà ritirate dal bancomat 300 euro in un colpo solo. Chi ha un deposito vincolato potrà sbloccarlo, in parte, per pagare i suoi debiti. Un genitore, ad esempio, potrà inviare 5mila euro a trimestre ai suoi figli che studiano all'estero. Il ministero delle Finanze sta lavorando anche per consentire, alle imprese, che il denaro dall'estero non sia soggetto a restrizioni. In questo caso i soldi dovrebbero andare in un conto separato del beneficiario contrassegnato come «cash» e da lì essere utilizzato all'80% per l'acquisto di prodotti finanziari o altri beni.

Intanto ecco i primi effetti del nuovo memorandum. Dal 20 luglio aumenterà l'iva dal 13% al 23% per bus e metro, alimenti confezionati, ristoranti e bar. Dal primo ottobre scatterà il rincaro (dal 6,5% al 13%) per gli alberghi e l'abolizione dell'iva agevolata per le isole. La giornata è stata chiusa dal rimpasto: dopo veti incrociati e di numerosi tentativi andati a vuoto all'interno del suo partito, Tsipras procede al rinnovamento della sua squadra. Dodici i cambiamenti, tra ministri, viceministri e sottosegretari, con otto facce nuove. Il valzer sulle poltrone di chi ha votato no in Aula al memorandum, tra cui lo zoccolo duro di Syriza, Panagiotos Lafazanis e Zoì Kostantopoulou. Quest'ultima, prima donna greca a dirigere i lavori parlamentari, è sempre più leader in pectore degli scissionisti.