Ricavi in crescita dell'8%. Ricchiuto: «L'Italia si globalizzi»

Natura, scienza e salute: è la chiave del successo di Specchiasol, l'azienda leader nel settore degli integratori alimentari e cosmetici che ha appena festeggiato 40 anni di attività. Un viaggio che comincia a Specchia, in provincia di Lecce, città natale del fondatore Giuseppe Maria Ricchiuto, e arriva a Verona.
«Lì facevo il rappresentante di cosmetici, negli anni '70 - racconta Ricchiuto - e potevo vedere quello che già si faceva all'estero nel campo della medicina naturale: le erbe medicinali non erano solo una vecchia tradizione, ma potevano trasformarsi in un'opportunità. In collaborazione con gli istituti universitari, ho dato vita a una vera filiera produttiva delle erbe: così ho portato in Italia le terapie alternative».
Oggi Specchiasol produce e distribuisce in tutto il mondo 750 referenze tra erbe officinali, oli essenziali, oligoelementi, vitamine, soluzioni idralcoliche, integratori alimentari e cosmetici. Prima azienda a portare la propoli in Italia, con il brevetto Epid, è stata anche pioniera della Stevia Rebaudiana Bertoni, il dolcificante 100% naturale. Ultima novità - per ora - di un mercato che da 40 anni continua a crescere, dove l'Italia vanta una tradizione gloriosa: «Fino al 1944 eravamo tra i più grandi produttori di erbe officinali: dopo la guerra la medicina ha preso un'altra strada, ma poi si è riscoperto il patrimonio perduto. Certo oggi le erbe non vengono raccolte ma coltivate, come nelle nostre aziende agricole biologiche: a Ferrara di Monte Baldo, in provincia di Verona, e a Specchia», spiega Ricchiuto.
Il gruppo sta chiudendo il 2013 con una crescita del 6-8% rispetto ai 26 milioni di fatturato nel 2012, di cui il 16% proveniente dall'export. I dipendenti sono saliti a 200: tre sedi sono in piena attività e una quarta in arrivo.
Un successo che può trasformarsi in una strategia per il Paese: «Il futuro può essere migliore se sapremo aprirci alla globalizzazione - commenta il fondatore di Specchiasol -; noi, infatti, stiamo incrementando soprattutto l'export nei Paesi emergenti, dall'Azerbaigian al Giappone, che pur avendo una tradizione propria nel campo della medicina naturale, apprezzano il made in Italy. Per i valori scientifici, ma anche per il design: salute e natura in confezione da via Montenapoleone».