La ripresa (isolata) delle pmi

Le pmi di Veneto, Lombardia e Emilia Romagna stanno producendo performance interessanti. Sono determinanti per i buoni numeri della crescita industriale di quei territori virtuosi. Unioncamere Veneto racconta nell'ultima rilevazione trimestrale 2017 di una produzione industriale cresciuta del 6,3% sull'anno prima e del 7,1% per le sole pmi. Sulla stessa linea l'accelerazione in Lombardia, ricorrendo alla fotografia di Unioncamere Lombardia. Più contenuto, ma positivo l'andamento della imprese in Emilia Romagna. Dunque, la Grande Crisi non ha annichilito il settore vitale della nostra economia reale. Gli imprenditori ce l'hanno fatta: da soli! Non tutti, a onor del vero.

Adesso che segnali confortanti si affermano con continuità, anche favoriti da una congiuntura internazionale favorevole, sarebbe un grave errore dimenticare quante imprese e botteghe artigiane hanno dovuto chiudere nel disinteresse colpevole della politica e nella visione confusa del sistema bancario. Negli anni più duri della morìa di pmi definii quel fenomeno con nettezza: la selezione innaturale della specie. La gran parte delle aziende si vedeva costretta a chiudere non tanto per incapacità strutturali bensì per disinteresse di altri attori pubblici che, di norma, avrebbero il compito di sostenere con piani di sviluppo e riforme il sistema imprenditoriale.

No, non è stato il darwinismo a operare la selezione. Conviene ricordarlo ora che le cose paiono andare meglio. Sempre e solo per capacità degli imprenditori. Che hanno saputo evolvere. Si sono riformati. Attendiamo che lo faccia anche la politica per dialogare in modo produttivo con questi soggetti lungimiranti. Come? Tagli decisi alle tasse, semplificazione, sburocratizzazione, giustizia rapida. E sistema bancario che ritorni rapidamente a sostenere l'economia reale.

www.pompeolocatelli.it