Risanamento, la Borsa sposa l'ipotesi Qatar

A quattro anni esatti dal suo salvataggio, Risanamento torna tra i protagonisti della finanza d'estate. Dopo l'Opa presentata il 10 luglio dall'immobiliarista (ed ex proprietario) Luigi Zunino, ieri il gruppo ha vissuto un vero rally a Piazza Affari, sotto una pioggia di acquisti.
Il mercato ha dato credito alle indiscrezioni del fine settimana secondo cui un fondo del Qatar, insieme al gruppo Hines (già socio a Milano nell'area di Porta Nuova), vorrebbe presentare una nuova offerta, concorrente a quella di Zunino, per rilevare la società.
Niente di più appetibile per il mercato che, pregustando una contesa a colpi di Opa (offerta pubblica d'acquisto), ha iniziato a scommettere sul titolo spingendolo, nel corso della seduta, fino a 0,242 euro, oltre quota 8 per cento. E a poco è valsa la «frenata» della società stessa che, su sollecitazione della Consob, ha chiarito di «non aver ricevuto nessuna offerta dal fondo del Qatar e dal gruppo Hines per rilevare gli immobili parigini e l'area di Santa Giulia». Il titolo ha, infatti, chiuso la seduta portando a casa un rialzo del 6,12% a 0,234 euro. «Il mercato scommette su sicuri colpi di scena, anche marginali», commenta un analista, ricordando che «al di là delle possibili offerte sul gruppo, diverse partite si stanno giocando a un altro livello, ovvero quello che riguarda i due asset più contendibili e di valore: Milano Santa Giulia e gli immobili parigini in pancia al gruppo».
Partendo da questi ultimi, si tratta di un piccolo tesoretto stimabile fra 1 e 1,3 miliardi di euro. E, secondo fonti di mercato, si tratterebbe anche del vero centro d'attenzione degli investitori che orbitano intorno a Risanamento. In merito a questi asset, ieri la società ha precisato «di non averne allo stato deliberato la vendita» ma che, sollecitata «alla negoziazione» del patrimonio parigino «da parte di investitori esteri», ha avviato «un processo strutturato volto alla valorizzazione dello stesso». Insomma, Risanamento farebbe gola più che altro per il patrimonio immobiliare d'Oltralpe. E questo darebbe corpo a eventuali offerte sul gruppo, prima che gli asset vengano messi sul mercato ed escano dal perimetro del gruppo.
Diverso il ragionamento su Santa Giulia a Milano. Hines Italia aveva presentato un'offerta per la gestione dello sviluppo a giugno, ma le è stata preferita Idea Fimit. La Sgr del gruppo De Agostini ha in corso una trattative in esclusiva e secondo una fonte vicina all'operazione «un primo closing potrebbe già essere raggiunto con il via libera ai conti semestrali di Risanamento la prossima settimana, il 31 luglio». Nonostante i rinvii di fine giugno, dunque, almeno su questo fronte la strada dovrebbe essere spianata. Tanto più se si considera che anche in caso d'Opa, l'operazione - che prevede il conferimento di Santa Giulia a un fondo ad hoc di Idea Fimit - può correre parallela. Il tutto, senza che eventuali «scalatori», anche dell'ultima ora, ne pretendano il controllo.