Rizzani de Eccher, dall'Algeria maxi-commessa da 1,6 miliardi

RomaIl mercato del lavoro sembra non accorgersi dei primi timidi annunci di ripresa. Al contrario, il rischio è che nei prossimi mesi, proprio quando gli indicatori macroeconomici dovrebbero finalmente cambiare di segno, l'occupazione registri un altro record negativo.
La stima è del centro studi della Cna. Il numero dei disoccupati, secondo la Confederazione degli artigiani, a fine anno dovrebbe fare un balzo di 400mila unità e, quindi, attestarsi a 3 milioni e mezzo. Tutto questo mentre un altro importante dato ha già sfondato un record: il numero di occupati è sceso a circa 22,5 milioni, il valore più basso del Ventunesimo secolo.
Un cambiamento radicale del mercato, certificato ieri anche dall'Istat che ha registrato un boom del part time involontario.
Il calcolo della Cna sull'occupazione comprende le richieste di cassa integrazione autorizzate nei primi sei mesi dell'anno: 548 milioni, quasi il 4,6% in più, rispetto al 2012, il record dal 2009. «Un dato preoccupante per la tenuta del mercato del lavoro: se queste ore fossero interamente utilizzate - sottolinea il Centro Studi di Cna - si tradurrebbero nella perdita di circa 322mila posti di lavoro».
In assenza di misure concrete, il settore più colpito si conferma quello dell'edilizia. Le ore di cig autorizzate nelle costruzioni sono aumentate di 7,8 milioni, pari al 13,7% in più. Male anche l'industria: le ore di cig autorizzate sono cresciute di 22,3 milioni, il 6,4% in più. Negli ultimi cinque anni i due settori hanno perso un numero equivalente di addetti, rispettivamente 370mila e 362mila unità. La riduzione dell'occupazione è stata rispettivamente del 7,5% e del 18,7%. «L'acutizzarsi della crisi in questi due comparti - spiega la Cna - si riflette pesantemente nell'artigianato. Nei primi sei mesi dell'anno, le ore autorizzate di Cig sono state pari a 46,1 milioni con un incremento intorno al 10% (+4,1 milioni di ore) rispetto al 2012.
Nell'artigianato l'utilizzo effettivo di queste ore si tradurrebbe in una perdita potenziale di altri 28mila posti di lavoro».
Per quanto riguarda l'occupazione, già in giugno è stato registrato un calo di 407mila unità, che equivalgono all'1,8% in meno. Il tasso di disoccupazione ha toccato il livello record del 12,1%, con oltre tre milioni di senza lavoro. Numeri da brivido per le donne, con il 12,9% di disoccupate, e per i giovani, tra i quali la media dei senza lavoro tocca addirittura il 39,1%. «Una crisi della quale forse non abbiamo ancora toccato il fondo», avvertono gli artigiani.
Che il lavoro italiano stia andando incontro a un cambiamento strutturale e stia dando risposte sempre più radicali alla mancanza di flessibilità lo ha certificato ieri l'Istat che ha registrato un boom dei lavoratori part time, contratto che fino ad oggi non mai era piaciuto alle imprese. Negli ultimi 5 anni c'è stato un aumento di 154mila «sottoccupati a tempo parziale» rispetto al 2011 (+34,1%) e di 241mila rispetto al 2007 (+66,1%). Si tratta di part time a carattere involontario in nove casi su dieci.