Sì all’Opa di Gas Natural su Endesa

Enel entra in campo per le centrali iberiche e Snet. Asm Brescia pensa alla controllata italiana

Paolo Giovanelli

da Milano

Via libera condizionato del governo spagnolo all’Opa di Gas Natural su Endesa: la battaglia per la costruzione del campione iberico dell’energia, sostenuto dall’esecutivo di Madrid, entra così nel vivo. Ieri il vice primo ministro spagnolo, Maria Teresa Fernandez de la Vega, e il ministro delle Finanze, Pedro Solbes, hanno espresso il loro appoggio all’offerta: «Il successo dell’operazione aumenterà la competizione e, come risultato, porterà a un incremento della qualità del servizio e a una riduzione dei prezzi» ha affermato la de la Vega. Soddisfazione dei vertici di Gas Natural, che sostengono che dal momento del lancio dell’Opa, avvenuto il 5 settembre, l’operazione ha seguito il calendario previsto. Endesa, che ha sempre detto di considerare ostile l’offerta, ha annunciato che ricorrerà al Tribunale supremo contro la decisione del governo. Ma più che sui ricorsi in Tribunale, che finora non hanno avuto un grande successo, Endesa potrà puntare sulla Borsa: il prezzo dell’Opa è stato infatti fissato a 21,46 euro, mentre ieri a Madrid il titolo era quotato a 24,93, circa 3,5 euro in più rispetto all’offerta. Secondo alcune agenzie di rating il target price potrebbe essere portato fino a 28,3 euro, rendendo così estremamente costosa la scalata: per ogni euro in più per azione, Gas Natural dovrà sborsare circa un miliardo in più per l’Opa.
La battaglia spagnola ha anche due importanti risvolti che riguardano imprese italiane e che derivano dalle condizioni poste da Madrid all’Opa: cedere impianti di produzione per 4.300 megawatt di potenza in Spagna, il 50% di Endesa Italia e il 65% della francese Snet. Prima del lancio dell’Opa, Iberdrola si era accordata con Gas Natural per rilevare tutte queste partecipazioni, ma il governo di Madrid sembra intenzionato ad obbligare Gas Natural a mettere questi asset sul mercato. In questo caso Enel si è già fatta avanti per rilevare le centrali spagnole in vendita, forte del fatto che ha già una presenza attraverso Viesgo (per 2.600 Mw) e con Union Fenosa (400 Mw): se il gruppo guidato da Fulvio Conti avesse successo arriverebbe a posizionarsi come terzo produttore spagnolo, praticamente alla pari con Union Fenosa. E Conti è anche interessato al 65% di Snet. Il mercato iberico è uno dei più interessanti in Europa: è in crescita, sulle coste ci sono già quattro rigassificatori e ha prezzi dell’energia elevati.
Sul fronte italiano, Asm Brescia afferma di vantare una prelazione sul 100% del capitale di Endesa Italia (attualmente ha il 20%) nel caso in cui cambi l’azionista di controllo. Endesa Italia viene valutata sui due miliardi di euro e recentemente il presidente e ad Renzo Capra ha affermato che Asm potrebbe arrivare al 51%, con la quota restante in mano ad alleati europei.