«Sì» della Fondazione all'aumento di Mps

Fondazione Mps seguirà l'aumento di capitale da 5 miliardi del Monte assieme ai soci - la messicana Fintech Advisory e la brasiliana Btg Pactual - con i quali ha siglato un patto di sindacato che vincola il 9% del capitale dell'istituto senese. È quanto ha reso noto, ieri, Palazzo Sansedoni con un comunicato in cui si specifica che l'accordo, attualmente soggetto al vaglio del Tesoro e di Bankitalia, è stato modificato nella parte relativa all'impegno di sottoscrizione dell'aumento. Anche gli impegni di lock-up sono stati rivisti di conseguenza.
Nella precedente stesura, infatti, i contraenti (Fintech avrà il 4,5% e Btg il 2, mentre all'ente resterà il 2,5%) avevano espresso la volontà di coprire pro quota l'importo originario della ricapitalizzazione, pari a 3 miliardi. Il cda del Monte, però, ha di recente ampliato la dimensione dell'emissione per rafforzare ulteriormente gli indici di patrimonializzazione in vista dell'Asset quality review di Eba e Bce. A questo proposito, la Fondazione ha comunicato di aver ottenuto l'ok di Via XX Settembre alla vendita del 6,5% alle due istituzioni americane, ma ha anche posticipato al 15 maggio il termine per l'autorizzazione alla sottoscrizione dell'aumento che ora comporterà un esborso di 125 milioni, 50 milioni in più rispetto alla prima versione da 3 miliardi. Per seguirlo, Palazzo Sansedoni impiegherà buona parte dei 180 milioni incassati dalla cessione a Fintech e Btg.
L'aver ceduto quasi tutta la partecipazione nel Monte a prezzi vicini al valore di libro comporterà per Mps maggiori oneri per 90 milioni nel rimborso di 3 miliardi di Monti-bond. E proprio l'aumento di capitale ieri ha tenuto banco in Borsa appesantendo le quotazioni di Mps che ha ceduto il 4,04 per cento. Gli operatori hanno interpretato negativamente alcune dichiarazioni dell'ad Fabrizio Viola, successivamente all'assemblea. Il banchiere aveva detto di «sperare» che i 5 miliardi siano sufficienti a far fronte al le necessità patrimoniali.