Sì del Senato all'indagine sulle banche

Nel mirino la gestione di Mps, Etruria, Vicenza. Ma resta fuori la riforma popolari

A un anno dal lancio di Atlante per Quaestio, la società che controlla il fondo protagonista del salvataggio di Pop Vicenza e Veneto Banca, è tempo di bilanci. E di nuovi progetti.

Perché le recenti «horror story», come le ha definite il presidente Alessandro Penati riferendosi alle due venete costate 3,5 miliardi, alle quattro banche in risoluzione e a Mps, impongono un cambio di rotta rispetto alle coordinate fissate il 29 aprile 2016, quando il fondo venne presentato alla comunità finanziaria riunita al Four Season di Milano. I veri bilanci andranno fatti nel 2021, perché Atlante ha durata di 5 anni. Ma il copione in questi mesi è gia cambiato: «Il fondo farà due-tre operazioni mirate e poi basta, altre iniziative saranno possibili con Quaestio», ha detto il professore della Cattolica lo scorso 7 febbraio. Non è un caso se oggi il cda della società aprirà le porte del board all'ex vicepresidente della multinazionale del risparmio Schroders, Massimo Tosato. Secondo quanto ha scritto ieri il Sole 24 Ore, Tosato affiancherà l'ad Paolo Petrignani diventando co-amministratore delegato ed entrando anche con una quota nel capitale dell'sgr. Un rafforzamento della squadra che consentirà a Petrignani di concentrarsi sulla gestione di Atlante e del dossier sugli npl mentre Tosato seguirà lo sviluppo commerciale e soprattutto la gestione dei patrimoni della clientela tradizionale, visto che Quaestio ha attivi in gestione per circa 14 miliardi di euro. Un business partito prima della nascita di Atlante con la gestione della liquidità della Fondazione Mps, Cariplo e Fondazione Sud. E il riassetto si allarga anche alla struttura societaria: negli ultimi atti depositati nella banca dati della Camera di Commercio si legge che la società di gestione italiana ha incorporato la lussemburghese Quaestio Investments Sa. Sia la sgr italiana sia il veicolo del Granducato sono controllati da Quaestio Holding, costituita nel 2004 e anch'essa lussemburghese, di cui sono azionisti Fondazione Cariplo (37,6%), Locke (22%), Cassa Italiana di Previdenza dei Geometri (18%), Direzione Generale Opere Don Bosco (15,6%) e Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì (6,7%). Sempre in Lussemburgo la sgr italiana avrà una filiale per gestire, si legge nell'atto costitutivo, il «rischio di organismi di investimento collettivi».

A Nordest, intanto, per Atlante il fronte delle ex popolari venete resta caldo. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la Bce avrebbe riconosciuto solvibili i due istituti (prerequisito essenziale per un salvataggio pubblico cui però deve dare il via libera la Commissione Ue) e indicato in 6,4 miliardi l'ammanco di capitale che le due banche devono colmare. Pop Vicenza ha inoltre avviato il collocamento del 6% circa di Cattolica Assicurazioni attraverso un accelerated book building (l'istituto berico è il primo azionista della compagnia veronese con il 15% del capitale) che si chiuderà oggi. In vendita sono state poste 10,5 milioni di azioni Cattolica a un prezzo compreso tra 7,15 e 7,25 euro ad azione. Dal canto suo, Cattolica ha deciso di vendere le proprie partnership con la Vicenza - Berica Vita, Cattolica Life e ABC Assicura - sfruttando l'opzione «put» a sua disposizione che vale a oggi 186,1 milioni. Ci sono poi 8,6 milioni che derivano dalle penali per il mancato raggiungimento degli obiettivi di produzione e redditività delle compagnie partecipate al 10 febbraio 2017.

Commenti

Duka

Mer, 05/04/2017 - 12:37

QUESTI ARRIVANO QUANDO I "BUOI" SONO USCITI, DA TEMPO, DALLA STALLA.