Sale il "tifo" per l'assalto al Leone

Il mercato aspetta il blitz. Ma Intesa frena l'entusiasmo: «Nessun cda nel weekend»

L'ingresso della storica sede triestina delle Assicurazioni Generali

Il tifo sugli spalti sale, al congresso dell'Assiom Forex che ieri ha riunito a Modena banchieri e operatori finanziari non si parlava d'altro, ma come ha precisato nei giorni scorsi l'ad, Carlo Messina, Intesa Sanpaolo non fa operazioni «da pirati o corsari». E così, chi si aspetta un blitz sulle Generali entro domani rimarrà deluso. Lo ha ribadito anche il presidente di Intesa, Gian Maria Gros Pietro, lasciando capire che i tempi per l'affondo non sono maturi.

Nel weekend non accadrà nulla e anche nel cda di venerdì prossimo sui conti il tema «non è all'ordine del giorno», ha assicurato ieri Gros-Pietro confermando però al tempo stesso che la mossa avrebbe senso industriale: «Dalla gestione del risparmio il nostro piano prevedeva di ottenere a fine 2017 il 43% dei proventi. Alla fine del 2016 siamo già al 42%, ovvero a buon punto nella realizzazione del piano e quindi ci proporremo nuovi obiettivi», ha sottolineato il banchiere. Gli advisor - McKinsey e Ubs (gli unici due, per il momento, ufficiali) - sono al lavoro e il cantiere di Cà de Sass lavora a pieni giri. Anche perché dopo dalla «fuga» di notizie sulle mire triestine di Intesa anticipate sulle pagine de La Stampa lo scorso 22 gennaio è passata una settimana. Domani Piazza Affari riapre i battenti e nelle sale operative sono convinti che la tregua armata non potrà durare a lungo. La Borsa ha intanto espresso il suo primo verdetto facendo balzare il titolo del Leone nell'ultima settimana di oltre il 12% mentre Intesa ha lasciato sul terreno nelle ultime cinque sedute l'8,1 per cento. Resta alta l'attenzione anche su Unicredit, impegnata nel roadshow dell'aumento di capitale da 13 miliardi, che nello stesso arco di tempo ha guadagnato più del 3 per cento.

Di certo, sull'operazione che cambierebbe gli equilibri della finanza italiana restano accesi i riflettori delle autorità di vigilanza: «Siamo ovviamente molto attenti a queste voci» per quelli che sono i profili di interesse, ovvero «la stabilità del sistema e dei singoli soggetti», ha detto ieri il presidente dell'Ivass (che monitora le compagnie assicurative) e direttore generale di Bankitalia, Salvatore Rossi, ricordando che i due soggetti «dovranno rilasciare numerose autorizzazioni» quando e se Intesa dovesse presentare un'offerta per il Leone di Trieste. Che al momento non c'è. Mentre l'opzione su cui il mercato continua ad esercitarsi è quella di un'offerta di scambio, magari condita da una componente cash, l'ad della banca, Messina, ha detto chiaramente che le «possibili combinazioni industriali» con Generali non devono intaccare la forza patrimoniale e la capacità reddituale di Intesa. E che un terzo elemento determinante sarà il prezzo. Elemento cruciale anche per i soci della compagnia triestina che, se verrà dato il fischio di inizio alla partita, dovranno decidere da che parte stare. Con l'offerta di Intesa, che potrebbe chiamare a fare da sponda i tedeschi di Allianz, o con Mediobanca, che potrebbe muoversi in tandem con monsieur Bollorè.