Salini attacca su Ecorodovias Ma Gavio replica: «Un affare»

A meno di un mese dall’assemblea decisiva, la battaglia tra Salini e Gavio per il controllo di Impregilo continua senza esclusione di colpi. Il costruttore romano, azionista del general contractor con il 29,9%, va all’attacco, contestando duramente il rivale, che ha in mano quasi il 30% del capitale, a partire dalla decisione di cedere il 19% della brasiliana Ecorodovias a Primav: a suo avviso «lungi dal realizzare valore implica una perdita potenziale fino a 800 milioni di euro». Una scelta, fra l’altro, che «cambia radicalmente la strategia annunciata solo otto settimane fa - si legge ancora nella nota del costruttore romano - e dimostra la volontà del gruppo Gavio, che esercita il controllo su Impregilo, di turbare il prossimo confronto assembleare» del 12 luglio, dove si deciderà il destino dell’attuale consiglio d’amministrazione, di cui Salini ha chiesto la revoca. Dura la replica di Impregilo: il gruppo sottolinea che le misure proposte (buy back e cessione del 19% di Ecorodovias) non rappresentano «nessun radicale cambio di strategia» rispetto a quanto annunciato nel piano industriale e che la vendita del 19% della concessionaria brasiliana, anzichè produrre una perdita potenziale di 800 milioni, comporterebbe «una plusvalenza di circa 550 milioni di euro».
Il gruppo guidato da Pietro Salini punta il dito anche contro l’ipotesi di riacquisto di titoli annunciata lo scorso 21 giugno, definendola «del tutto generica e aleatoria», sia perchè non è chiaro se sia indipendente o conseguente alla parziale dismissione di Ecorodovias, sia perchè «il comunicato tace del tutto sulla circostanza se il buy-back verrà attuato anche qualora determinasse obbligo di opa per Igli», ossia per il gruppo Gavio stesso. Se invece venisse meno l’obbligo di opa, «per Igli sarebbe possibile raggiungere il controllo assoluto di Impregilo e renderla non più contendibile, senza promuovere alcuna ulteriore opa nè corrispondere alcun premio alle minoranze», conclude la nota di Salini.
Di lì a poco, la replica di Impregilo, affidata a una nota emessa su richiesta della Consob, poi a un comunicato. Il general contractor ribatte punto per punto, a partire dal buy-back azionario proposto lo scorso 21 giugno, per il quale il cda ha «ipotizzato che possa fruire del regime di esenzione dagli obblighi di opa». Per Impregilo è «ragionevole» ipotizzare che il riacquisto di titoli avverrà soltanto nel caso in cui la proposta ottenga in assemblea anche il voto favorevole della maggioranza dei soci diversi dall’azionista di riferimento. Rese note anche le cifre dell’operazione brasiliana: Primav ha offerto 690 milioni di euro complessivi per rilevare il 19% di Ecorodovias infraestructura e logistica. L’offerta - spiega Impregilo - prevede la stipulazione di un nuovo patto parasociale e sindacato di voto avente a oggetto il 50,1% di Ecorodovias, di cui il 40,1% conferito da Primav e il restante 10% da Impregilo. L’accordo, che scadrà il 21 gennaio 2020, prevede inoltre un rafforzamento della partnership tra i due soci in Brasile.