Salini conquista Impregilo grazie ai fondi

Il gruppo Salini è il nuovo socio forte di Impregilo e da ieri Claudio Costamagna ne è il nuovo presidente. Questo il risultato dell'assemblea di ieri: la revoca del cda richiesta dal gruppo romano è stata approvata con una maggioranza del 51,01%. Sconfitto il fronte rappresentato da Gavio anche grazie al voto determinante del fondo Amber Capital che, presentatosi con il 7,2% (ma accreditato dell'8,5% circa) ha spostato gli equilibri.
Quando ha preso la parola il vicepresidente dell'organismo di investimento Umberto Mosetti si è subito compreso che la battaglia era finita. Dopo «un attento esame dei progetti industriali, entrambi meritevoli, abbiamo preferito quello di Salini perché lo riteniamo il più credibile», ha detto, pur ammettendo la scelta «complicata e sofferta». Con il 29,96% del capitale in mano a Salini, l'1,95% raccolto con la sollecitazione pubblica delle deleghe affidata a Proxitalia e l'appoggio di Amber (oltre allo 0,3% di Nextam Partners), è stato superato il 41% del capitale ordinario. Il gruppo Gavio (che pure partiva dal 29,96%) si è fermato vicino al 39,6% nonostante l'appoggio di Veneto Banca, Carige, Condotte, delle deleghe e dell'1,93% di Mediobanca. Che, a differenza del primo round di giovedì, ha preso la parola tramite il rappresentante Cristiana Vibaldi per asserire che la richiesta della revoca era «ingiustificata perché priva dei requisiti di urgenza».
I toni, in generale, sono stati più pacati rispetto alla prima fase della scorsa settimana. Le uniche eccezioni sono state rappresentate dalle rimostranze dell'advisor legale di Salini (Rothschild è stato quello finanziario), Sergio Erede che ha contestato al presidente Fabrizio Palenzona l'esclusione delle deleghe nella scorsa tornata. E soprattutto dalla standing ovation tributata al termine dell'intervento dell'ad Alberto Rubegni che ha ricordato come «nel 2007 non ci fosse nessuno che scommettesse su Impregilo» alle prese con il sequestro di 750 milioni per il termovalorizzatore di Acerra, mentre oggi ha un portafoglio ordini da 25 miliardi, più che raddoppiato. L'amministratore unico di Igli, Bruno Binasco (braccio destro di Beniamino Gavio), ha solo confermato la presentazione di un esposto in Consob contro un presunto concerto tra Salini e Amber.
Poi la serie delle votazioni. Dopo l'ok alla revoca è stata la volta della durata del nuovo cda e della nomina del nuovo consiglio. Nei 14 di maggioranza ci sono oltre a Costamagna, Pietro Salini e Massimo Ferrari ci sono anche Pietro Guindani e Giorgio Rossi Cairo, mentre a rappresentare la «minoranza» Gavio, Giuseppina Capaldo.
Il gruppo di Tortona, però, preannuncia già battaglia contro «la spoliazione della società attraverso operazioni oblique con parti in macroscopico conflitto di interesse» con «la svendita di asset essenziali». Ci saranno ricorsi su tutto: sulla sollecitazione delle deleghe il giudizio è pendente, sulla revoca del cda. E soprattutto ferma opposizione sulla cessione del 30% di Ecorodovias e sulla conseguente distribuzione del dividendo straordinario annunciata da Salini. Oggi il primo cda del nuovo corso che dovrà studiare le sinergie tra i due gruppi. «Tutto è possibile, da Gavio mi aspetto collaborazione ma non mi aspetto in particolare un'Opa», ha chiosato Pietro Salini. Impregilo, dopo un'impennata (+1,4%), ha chiuso in ribasso del 2,3 per cento.