Salini Impregilo farà un tunnel da 580 milioni negli Stati Uniti

Sofia Fraschini

Salini Impregilo chiude un nuovo contratto milionario negli Stati Uniti e conferma la strategicità del mercato a stelle strisce, in particolare da quando Trump ha avviato una politica di rilancio delle infrastrutture: un Eldorado di investimenti da 1 trilione di dollari promessi nell'arco di cinque anni. Non a caso, giovedì, anche Itinera, società di costruzioni del gruppo Gavio, ha fatto il suo esordio nel mercato «d'oro» americano.

Per il gruppo Salini impregilo, guidato da Pietro Salini, si tratta di un contratto da 580 milioni di dollari ottenuto dal District of Columbia Water and Sewer Authority in joint venture con Sa Healy (parte di Lane, controllata Usa di Salini Impregilo): Salini avrà il 30% diretto e il restante 70% sarà in capo a Healy. La commessa la realizzazione del Northeast Boundary (Nebt) - riguarda un'opera che è parte principale del progetto «Clean Rivers» di Washington: un tunnel che scorrerà tra 15 e 48 metri di profondità e lungo oltre 8.220 metri. I lavori cominceranno a settembre per concludersi a metà 2023. L'operazione si inserisce in una strategia aziendale che prende le mosse nel 2016, con l'acquisizione di Lane Industries, Salini ha infatti scommesso sulle gare del mercato americano. Basti pensare che solo nel 2016 le grandi opere hanno mosso appalti per 130 miliardi. Negli Usa, Salini era già presente con singoli contratti come quello per la diga di Lake Mead (Las Vegas), ma dall'acquisizione di Lane gli Usa sono diventati il suo primo mercato per il general contractor: l'America pesa da sola un quarto dell'intero portafoglio ordini, circa 10 miliardi di euro. Tra i vari progetti in itinere con Lane ci sono quello in Pennsylvania per la ricostruzione dell'Interstate e quello in Virginia dello scorso marzo. Grazie all'appalto firmato ieri, il titolo Salini ha chiuso in Borsa con un rialzo del 2,28% a 3,04 euro (del 16 maggio, invece, il massimo dell'anno a quota 3,4 euro).