Salvataggio al fotofinish per Termini

Domani il nome del finanziatore che affiancherà Grifa. L'ipotesi dei gruppi Adler e Proma. Brembo smentisce

Domani, nell'incontro con Invitalia, le istituzioni siciliane e i sindacati, il viceministro allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, dovrebbe svelare il nome del partner grazie al quale Grifa (Gruppo italiano fabbriche automobili) potrà dare il via al suo progetto di rilancio dell'ex polo Fiat di Termini Imerese, in Sicilia. Il piano prevede la produzione di due modelli (una city-car e un'utilitaria) con motorizzazione ibrida. Sul nome del finanziatore, chiamato a iniettare 25 milioni, il riserbo è strettissimo: «Il rischio - continuano a ripetere le parti interessate - è che venga meno tutto il lavoro fatto».

Il ministero, da parte sua, ha infittito i contatti con le realtà del settore che potrebbero risultare interessate all'iniziativa. Una volta svelato il socio, Invitalia dovrà ammettere Grifa al Contratto di sviluppo, attestando la solidità finanziaria e industriale del piano. In gioco ci sono finanziamenti pubblici per circa 240 milioni tra Stato e Regione Siciliana.

In questi giorni, nonostante il riserbo, sono comunque circolati alcuni nomi, tutti appartenenti al mondo della componentistica per auto e tutti con interessi di business internazionali. Di questi, però (si è fatto anche il nome della Brembo di Alberto Bombassei, ma da Bergamo affermano di non essere stati interpellati), alcuni confermano i contatti, ma nessuno sembra volersi sbilanciare oltre, lasciando così intravedere perplessità e molta cautela sulla vicenda.

È il caso di Adler, il cui presidente, Paolo Scudieri, è a capo tra l'altro di Anfia Automotive, associazione con sede a Pomigliano d'Arco (Napoli) che si occupa di ricerca e sviluppo sul territorio. Adler è un gruppo campano molto attivo nelle acquisizioni e tra i più importanti nel mondo della componentistica in materiali innovativi. Da Fiat la stessa Adler ha ricevuto anche la commessa per la produzione della monoscocca dell'Alfa Romeo 4C. Scudieri, pur sondando in continuazione opportunità all'estero, è molto attento a eventuali situazioni favorevoli nel Sud Italia. «Il contatto c'è stato - spiega l'imprenditore al Giornale - e da parte nostra c'è la disponibilità a intervenire come consulenti e a mettere a disposizione la nostra esperienza su tutto quanto riguarda l'innovazione e i progetti particolari». Più in là, però, Scudieri sembra non voler andare.

Interpellato anche il gruppo Proma, multinazionale casertana che opera sempre nella componentistica, inclusa la ricerca e lo sviluppo di soluzioni innovative, nonché fornitore di Fiat Chrysler Automobiles. E pure in questo caso la risposta avrebbe ricalcato quella di Adler. Tra gli altri nomi circolati figura quello di Stola Spa, azienda piemontese che Alfredo Stola, discendente della famiglia fondatrice, ha ceduto nel 2004 al gruppo Rgz che fa capo all'imprenditore Roberto Ginatta. Anche Stola Spa si occupa di progettazione, lamierati, modelli e attenzione al controllo.

Domani, dunque, per Termini Imerese e il migliaio di persone la cui cassa integrazione in deroga scade a fine anno, potrebbe essere il giorno della verità, la fine di un calvario iniziato nel momento in cui la Fiat ha deciso di chiudere lo stabilimento a partire dal 24 novembre 2011. «Abbiamo già fissato per mercoledì le assemblee con i lavoratori - afferma il segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano -. Per Termini Imerese siamo all'ultima spiaggia e non possiamo che ricordare le promesse del premier Matteo Renzi per lo scioglimento del nodo “Tre T”, cioè Terni, Taranto e Termini. Il primo caso è stato risolto, il secondo è in via di definizione e il terzo potrebbe ora avere una svolta. In caso contrario si prospettano impatti drammatici sul lato sociale».