Samsung, stop al Galaxy 8, torna l'"incubo" batterie

Il gruppo indaga sui difetti dei modelli esplosi e rimanda l'uscita del nuovo smartphone

Dopo il ritiro di circa 3 milioni di smartphone Galaxy Note 7, la coreana Samsung ha deciso di posporread aprile l'uscita del nuovo smartphone che avrebbe dovuto segnare il suo rilancio nel settore. E dunque il Galaxy 8 non sarà presentato, questa settimana al Mobile World Congress di Barcellona, la più importante manifestazione del comparto.

Insomma dopo l'esito della conclusione dell'indagine interna che ha chiarito essere la batteria la causa delle esplosioni che hanno portato al ritiro e allo stop nella produzione dei Galaxy 7, il gruppo è cauto e vuole essere certo di aver superato l'impasse. Le indagini, effettuate da tre società indipendenti non lasciano dubbi sull'origine del problema dello smartphone che Samsung aveva appena immesso sul mercato per competere con Apple. In un comunicato Samsung ha spiegato che il difetto è stato identificato «in via fondamentale nel processo di design e di manifattura delle batterie».

Ulteriori indagini approfondiranno le cause del surriscaldamento da cui sono dipesi gli incendi. Circa 700 ricercatori e ingegneri hanno lavorato sulla replica degli incidenti provando 200mila Note 7 e oltre 30mila batterie.

Secondo la ricostruzione Samsung pensava inizialmente che il problema fosse legato solo alle batterie prodotte dalla controllata Samsung Sdi e non da quelle prodotte dalla Amperex Technology, una società con base a Hong Kong. L'inchiesta interna avrebbe appurato che il problema delle batterie prodotte dalla controllata di Samsung era legato alle dimensioni irregolari delle batterie stesse, che non gli permetteva di aderire bene al cellulare, provocando un surriscaldamento che poi innescava le esplosioni.

Nelle batterie del fornitore esterno, invece, il problema è un difetto di produzione, dovuto alla fretta con cui si è proceduto, nel recall, al rimpiazzo degli smartphone a rischio. La società coreana ha stimato che i costi dell'operazione che ha portato alla prematura fine del Note 7 sono vicini a 5,3 miliardi di dollari. Oltre a un danno di immagine enorme. E ieri Koh Dong-Jin, capo delle attività mobili ha chiesto, a nome della società, «sinceramente scusa per i disagi e la preoccupazione causate ai clienti».