Saras va in rosso e le azioni crollano: -12%

E il mercato, dopo l'addio di Rosneft, attende nuovi partner

Cinzia Meoni

Saras crolla nel giorno di una semestrale sensibilmente inferiore alle stime degli analisti e lascia sul campo il 12,6%. Tra gennaio e giugno il gruppo ha visto dimezzarsi l'utile netto a 54,5 milioni (dai 129,5 dello stesso periodo del 2016) e il margine operativo a 141 milioni (da 335 milioni), a fronte di ricavi in crescita del 28% a 3,929 miliardi. Lo scenario per il gruppo presieduto da Gian Marco Moratti è peggiorato nel secondo trimestre chiuso con un rosso sia a livello di Mol (-19,1 milioni rispetto ai 267,3 milioni dello scorso esercizio) che di risultato netto ( -37,6 milioni dai 129,7 milioni del 2016), a causa di una «performance industriale inferiore alle attese» e del «mix di grezzi meno vantaggioso». A giugno la posizione finanziaria netta infine era negativa per 28 milioni, rispetto alla cassa di 147 milioni del 2016, ma le previsioni sono di un ritorno in positivo per fine anno. Nonostante tutto Moratti si è detto «soddisfatto dei risultati ottenuti» e ha anticipato che «la seconda parte dell'anno sarà dedicata a rafforzare la solidità patrimoniale».

Nel secondo semestre Saras prevede di beneficiare Il gruppo inoltre dovrebbe beneficiare dei lavori a pieno regime previsti per la raffineria e l'impianto Igcc per cui sono state ultimate le principali manutenzioni. La società inoltre aspetta di ottenere un premio del margine di raffinazione in miglioramento rispetto al primo semestre. Al di là dell'aspetto puramente industriale, il mercato, da tempo, dopo l'addio di Rosneft lo scorso inverno, attende l'arrivo di nuovi partner industriali per dare maggiore forza competitiva al gruppo. Il settore infatti premia le realtà di grandi dimensioni che investimenti a piene mani e generare economie di scala.