Saviotti spinge il Banco: «L'aumento procede bene»

Sottoscritto il 30%. Volabo i diritti in Borsa (+64%)

L'aumento di capitale del Banco Popolare procede «molto bene» secondo il numero uno Pier Francesco Saviotti. E Giuseppe Castagna della Popolare di Milano non vede ostacoli per l'atteso via libera all'assemblea straordinaria d'autunno alla fusione con Verona nonostante i malumori crescenti tra i soci pensionati della sua banca.

Una situazione fluida che in Borsa ha registrato l'accelerazione dei rispettivi titoli, reduci da una serie di sedute di passione: Bpm è balzata del 5,66%, il Banco del 7,1%, mentre il diritto per l'aumento di capitale da un miliardo imposto dalla Bce per concedere la fusione, nella penultima seduta utile per la negoziazione, è volato del 64,8%. L'offerta si chiuderà mercoledì prossimo e, secondo gli aggiornamenti forniti da Saviotti, sono già arrivate richieste per 300 milioni, circa il 30% del book.

A sottoscrivere l'operazione, oltre a numerosi esponenti del vertice come Carlo Fratta Pasini e Saviotti, si è appreso che anche il patron di Calzedonia e consigliere dell'istituto, Sandro Veronesi, ha fatto la propria parte comprando diritti, in quattro sedute distinte, per un controvalore complessivo di circa 3 milioni. Insomma, utilizzando le parole del banchiere alessandrino la risposta «è anche superiore alle nostre aspettative». Sul fronte milanese, come detto invece, si registrano alcune tensioni tra i soci pensionati, componente di peso della banca, che peraltro in occasione dell'ultima assemblea ha ottenuto la candidatura dell'attuale presidente del consiglio di sorveglianza, Nicola Rossi, che non avrà ruoli nel futuro Cda della Superpopolare.

Proprio ieri i pensionati, aderenti alle varie associazioni (Patto per la Bpm, Progetto Lisippo e alcune anime degli ex Amici della Bpm), si sono riuniti per fare il punto sulla fusione e sono emerse alcune criticità da parte di una minoranza. Castagna, interpellato proprio sull'esito della prossima assemblea chiamata ad approvare la fusione, ha gettato acqua sul fuoco, dicendosi non preoccupato: «Mi posso preoccupare soltanto di ciò che vedo. Per ora non ho nessuna evidenza. Se ne avremo, ne parleremo, tutti i soci sono importanti».

Per oggi è attesa la riunione decisiva per dare il via all'insediamento dei cantieri di lavoro della fusione. Si tratta di tredici aree che saranno guidate da un manager per banca e copriranno tutte le attività del futuro gruppo: dai crediti alla finanza, dagli «Npl» alle risorse umane, dai rischi al «corporate», e via dicendo.