Scali di Verona e Brescia: sudamericani all'attacco

Rischia di complicarsi l'ingresso di un nuovo socio nella società Catullo, che gestisce gli aeroporti di Verona e di Brescia Montichiari. Il giorno successivo all'avvio di una trattativa in esclusiva con Save, che entrerebbe con una quota del 35%, Corporacion America dell'argentino Eduardo Eurnekian annuncia la propria «sorpresa» per il fatto che non sia stata bandita una gara pubblica. Corporacion America gestisce 51 aeroporti nel mondo, in Italia quello di Trapani e l'Ata (aviazione civile) di Linate, e non fa mistero di voler crescere nel nostro Paese.
La situazione è comunque in evoluzione. L'assemblea della Catullo, che si è svolta l'altro ieri, ha incaricato un gruppo di tecnici di valutare se sia necessario bandire una gara (si tratta di una società i cui principali azionisti sono enti pubblici) oppure no. I precedenti più recenti, basta ricordare il caso della Sea, indicano la gara. Quanto ai pro e ai contro: un'asta, forse, permetterebbe di valorizzare meglio una società che la Save valuta 100 milioni (meno il debito di circa 30), ma i tempi sarebbero lunghi. Da un punto di vista industriale, le sinergie tra Catullo e Save sono evidenti e sposano modelli «di sistema» che si stanno imponendo in varie parti del mondo. Anche con Bergamo Orio al Serio (Sacbo) potrebbero esserci reciproche utilità, soprattutto nelle merci: ma il ricorso al Tar della Sacbo, contro la concessione dell'aeroporto di Brescia alla Catullo, appare un elemento di disturbo a qualunque trattativa. In ogni caso, la proposta della Save è suscettibile di affinamenti, e una risposta sarà data entro settembre.
Dal punto di vista finanziario, Save rileverebbe il 35% per 25 milioni, 5% con concambio, 30% in aumento di capitale. Proprio questi i fattori da approfondire: lo statuto della Catullo vuole che il 51% resti nelle mani degli enti pubblici veronesi fondatori, ma con il 35% la Save diventerebbe il primo socio singolo.
In settembre sarà una nuova assemblea a decidere se procedere con Save o bandire una gara. Ma l'operazione con i veneziani creerebbe un polo aeronautico del Nord-Est che andrebbe nel senso della specializzazione di quattro aeroporti: Venezia intercontinentale, Verona internazionale e charter, Treviso low cost, Brescia cargo (e in futuro low cost). Già oggi l'area sulla quale insistono i quattro aeroporti serve poco meno di 15 milioni di passeggeri (12 tra Venezia e Verona), e potrebbe estendersi fino a Ronchi dei Legionari, lo scalo del Friuli Venezia Giulia per il quale la Save ha già dimostrato interesse.