Scambio azionario 1 a 1 e recesso a 6,6 euro. Partner con Tenax per le pmi

Mediolanum cambia forma e nome. In serata, a mercato chiuso e a sorpresa, la società di Ennio Doris ha annunciato un accorciamento della catena attraverso la fusione di Mediolanum Spa (la holding quotata) nella controllata Banca Mediolanum, «la banca attorno a te» destinata ad acquisire sempre più rilevanza all'interno del gruppo. L'operazione approvata ieri dal cda della banca e dal vertice della holding sarà effettuata con l'assegnazione di una azione ordinaria Banca Mediolanum per ogni titolo di Mediolanum detenuto e comporterà la quotazione delle azioni di Banca Mediolanum in Borsa. Per gli attuali azionisti Mediolanum è previsto il diritto di recesso a 6,611 euro per azione, un valore inferiore rispetto a quello di chiusura di oggi del titolo, pari a 7,95 euro.

«La fusione si pone nel contesto della razionalizzazione della struttura del gruppo bancario Mediolanum conseguente alla recente assunzione del ruolo di capogruppo da parte della controllante Mediolanum». L'accorciamento della catena, su cui gli azionisti saranno chiamati a deliberare in autunno (assemblea il 29 settembre), a livello economico si traduce in un risparmio di costi, a livello finanziario porta all'eliminazione del cosiddetto «sconto holding», e a livello strategico dovrebbe generare benefici derivanti grazie brand commercialmente molto forte di Banca Mediolanum.

Proprio ieri il top management di Mediolanum aveva presentato l'investimento 5 milioni in Tenax Credit Italian Fund, fondo dedicato al finanziamento delle pmi e, più in dettaglio, di quelle mille imprese italiane con un fatturato compreso tra i 50 e i 250 milioni e una leva finanziaria inferiore a 4,5 volte l'ebitda. Nell'occasione Doris ha escluso di avere allo studio il voto plurimo e ha ribadito di essere in attesa della decisione del Tar in merito al ricorso presentato da Fininvest (azionista con il 30% del capitale di Mediolanum) contro la decisione di Banca d'Italia che impone alla finanziaria dei Berlusconi di scendere sotto al 10%. «Stiamo aspettando. È una questione delicata» ha detto Doris. L'imprenditore ha poi preso le distanze dall'eventualità di uno scambio azionario tra il 50% detenuto in Banca Esperia, joint venture con Mediobanca non più ritenuta strategica da Mediolanum, e il 3% di Generali messo in vendita da Piazzetta Cuccia. «Non investo in azioni, ma solo in fondi» ha ribadito Doris.