La scelta del consulente giusto

La scorsa settimana ho ricevuto una mail molto interessante da parte di un lettore. Per la prima volta non mi sono ritrovato davanti richieste circa l'opportunità di investire su un tipo di titolo o su un altro, nè su cosa pensassi delle possibili conseguenze sui mercati finanziari, delle elezioni americane o del referendum in Italia. La richiesta era molto più precisa. Ne riporto qui qualche riga. « dopo aver ascoltato su un'importante radio nazionale una pubblicità che invitava a investire in piantagioni di Bambù Gigante, definendole più redditizie rispetto ad altri strumenti finanziari più tradizionali. Dopo aver letto di altre modalità un po' articolate di gestire i risparmi attraverso titoli che scommettevano su valute estere che non avevo mai sentito nominare. Dopo aver letto di come i tassi d'interesse siano diventati negativi; dopo tutto questo ho capito che da solo non sono più in grado di gestire i miei risparmi. Visto che lei parla tanto di consulenza, mi consiglia come individuare il professionista giusto?».

La prima caratteristica che dovrebbe avere un buon consulente è quella di appartenere a un istituto solido. Banche che funzionano hanno capitali da investire sulla preparazione dei loro addetti. Un buon consulente, poi, è quello capace di pensare prima a noi che ai nostri soldi, che ci aiuta a individuare le nostre esigenze di risparmio. È quello che, prima di darci le risposte, ci fa tante domande. Un buon consulente non fa previsioni sull'andamento di un titolo, ma parla di diversificazione. Il bravo consulente ci guida sulla strada scelta ed è presente soprattutto quanto tutto sembra andare male. È capace di frenare la nostra emotività, che come spesso accade, influisce negativamente sui risultati dei nostri investimenti. Di questo si parlerà nel corso della trasmissione Mercati che Fare in onda sabato alle 20.30 su TgCom24.

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