La scommessa dell'ad Novari: dai bilanci in profondo rosso all'utile

Franco Bernabè è un nome già noto nella storia di «3». All'inizio, infatti, nel 1999, «3» si chiamava Andala. I soci erano lo stesso Franco Bernabè, uscito da Telecom a causa dell'Opa di Roberto Colaninno e Renato Soru, all'epoca ultra miliardario grazie al fortunato collocamento in Borsa di Tiscali.
Il problema è che l'asta per le licenze Umts, quelle di terza generazione per la quale era nata Andala, effettuata nel 2000, pochi mesi prima dello scoppio della bolla di Internet, fu tra le più costose della storia. Allo Stato, andarono infatti 21 miliardi di vecchie lire, circa 11 miliardi di euro. Andala fu quella che fece i maggiori rilanci, pagando, alla fine, le sue frequenze Umts oltre 2,2 miliardi di euro.
Non con i soldi di Bernabè e Soru, però, ma con quelli del magnate cinese di Hong Kong, Li Ka Shing, azionista di maggioranza di Hutchison, gigante nella gestione dei porti con fatturato di 50 miliardi di dollari annui. Bernabè, infatti, aveva ingaggiato, come ad di Andala, Vincenzo Novari (lo è tutt'ora) il quale, viste le somme che si dovevano spendere, volò a Hong Kong per proporre l'affare al tycoon cinese. E così Andala diventò H3g Italia. Poi arrivarono altri investimenti, la costruzione della rete e l'inizio del servizio il 3 marzo del 2003. Il risultato è che Hutchison ha investito, in Italia, circa 10 miliardi di euro: per Novari si tratta del maggiore, mai effettuato da parte di un'azienda straniera. H3g, oggi «3», sul fronte della telefonia non si è limitata all'Italia, ma ha esteso licenze, rete e brand anche in altri Paesi, tra cui Austria, Australia, Danimarca, Hong Kong, Indonesia, Irlanda, Regno Unito e Svezia, diventando il maggior gruppo di telefonia mobile al mondo per clienti in tecnologia Umts. Oggi H3g, investimenti a parte, è una società in utile.
Anche in Italia, dopo anni di bilanci in profondo rosso, ormai l'ebit è positivo, anche se di soli 500mila euro, ma con 9,5 milioni di clienti. Certo, l'ingresso sul mercato di «3» è stato positivo per i consumatori. E anche l'ultima proposta (febbraio) voce, sms e dati a soli 5 euro al mese, è molto aggressiva. Ed è per questo che alcuni analisti vedono difficile l'integrazione tra Tim, che con Vodafone ha le tariffe più alte, e «3» che con Wind ha quelle più basse.
L'operazione avrebbe, inoltre, l'effetto di ridurre la concorrenza in un momento
MC

Commenti

angelomaria

Mer, 31/12/2014 - 13:39

POI TISCALI NON TESSERATO VER PD NON ESISTE IL CONFLITTO D'INTERESSI ???!!!!!HA DIMENTICO SEMPRE LUI NON E'IL CARO SILVIO UNALTRA CORRUZZIONCINA DI FINE ANNO HAI HAI RENZI NON SOLO NON ELETTO MA DUBBI SU PRIMAREI CHI T'HA MESSO LI'GOLPISTI APARTE SAPEVA COSA FACEVA VERO!!!!!!