La scomparsa di Recordati Ai fratelli le redini del gruppo

Alla guida della società farmaceutica dal '99, ha spinto sulle acquisizioni. Alberto alla presidenza, Andrea l'ad

Paolo Stefanato

Il male che lo aveva attaccato da tempo si è improvvisamente aggravato, e Giovanni Recordati, 67 anni, è deceduto la mattina di Ferragosto. Da alcune settimane si era trasferito a Saint Tropez, nella casa al mare, ma fino all'ultimo è rimasto in contatto con i suoi collaboratori e ha continuato a lavorare, come sempre. Era presidente e amministratore delegato della casa farmaceutica che porta il nome della famiglia, quotata alla Borsa di Milano e fondata dal nonno Giovanni nel 1926. Le radici farmaceutiche risalgono a un secolo prima, al 1820, ma la svolta industriale è del primo dopoguerra. Al fondatore succedette Arrigo, capoazienda dal 1953, artefice dello sviluppo e della quotazione in Piazza Affari; Giovanni arrivò in fabbrica nel 1974 come ricercatore, dopo la laurea in ingegneria chimica e un master a Londra. Nel 1980 fu direttore di produzione, dal 1990 amministratore delegato. Presidente diventò nel 1999, alla morte del padre.

L'impulso dato da Arrigo trovò in Giovanni un interprete di fine intelligenza. Egli riorganizzò le produzioni cedendo la chimica fine ed espandendo l'attività all'estero, facendo del gruppo una vera multinazionale. I suoi anni sono stati cadenzati da acquisizioni e da accordi in tutto il mondo, dall'Europa, alla Turchia, alla Russia, agli Stati Uniti. Il Sud America, con il Brasile, fu uno dei primi territori di espansione. L'azienda, grazie anche alla propria attività di ricerca, ha continuato ad accrescere il portafoglio di prodotti innovativi, sempre più specializzato. Le aree oggi presidiate sono quella urologica e quella dell'anti-ipertensione; qui una molecola, la lercanidipina, fino al 2009 ha rappresentato il prodotto di punta e un terzo delle vendite. Scaduto il brevetto nel 2010, il principio è stato oggetto di una nuova formulazione, ed è ancora il primo prodotto, con ricavi che superano i 160 milioni. Il fatturato complessivo del gruppo, ricordiamo, è poco più di un miliardo, mentre il gruppo ne capitalizza in Borsa circa sei.

Uomo schivo, riservato, tutt'altro che mondano, Recordati coltivava la passione per le Ferrari, ereditata dal padre. Fedele al proprio carattere, non le esibiva, ma ne possedeva un numero sul quale è facile, in mancanza di dati precisi, favoleggiare. Si racconta che prima dell'uscita di un nuovo modello, da Maranello arrivasse una telefonata per proporgli una prenotazione: raramente rifiutava. Era un uomo di polso, ma con il pregio di saper ascoltare prima di decidere.

Nel pomeriggio di ieri il cda ha provveduto alla successione negli incarichi: il fratello Alberto, 62 anni, è stato nominato presidente, mentre Andrea, 45, è vicepresidente e ad. Quest'ultimo ieri ha affermato che «negli ultimi anni il gruppo si è dotato di una struttura dirigenziale» capace e di profonda conoscenza dell'azienda; «questa squadra ha sottolineato continuerà a supportarmi nella gestione e nello sviluppo del gruppo».