«Lo scorporo si farà Ma non c'è solo la Cdp»

a Torino
Franco Bernabè, presidente di Telecom Italia chiarisce i piani per la rete. Ai TiLab di Torino, dove sono stati sviluppati protocolli importanti come l'Mpeg per la compressione dei filmati video, il presidente spiega le scelte della società sull'infrastruttura che guiderà lo sviluppo tecnologico del paese. E in questo ambito potrebbe anche prendere corpo lo spin off della rete. «Non si tratta di un'operazione finanziaria - ha detto Bernabè - ma serve a rendere più flessibile e adatte al mercato le nostre offerte commerciali sulla rete fissa. Adesso per portare un'offerta di nuove tariffe al mercato ci impieghiamo almeno sei mesi perchè dobbiamo attendere l'autorizzazione dell'Agcom. Se la rete fosse una società autonoma, anche se controllata da noi, le cose potrebbero cambiare. Per questo le nostre trattative con Cdp continuano ma potrebbero anche esserci altri soggetti interessati».
In realtà a sbloccare la situazione sono state le nuove direttive della comunità europea che consente agli operatori di realizzare la rete di nuova generazione, per la banda ultralarga, con la tecnologia che ritengono più opportuna. Telecom ha già scelto di portare la fibra ai 154mila «armadi» (cabinet) che costituiscono l'ossatura portante della rete (FTTC). Da questi armadi fino a casa dei clienti il collegamento resta in rame ma, se ci fossero molti utenti interessanti alla banda ultralarga, Telecom metterebbe la fibra. «Questa architettura - spiega Bernabè - ci consente di fare notevoli economie. Portare la fibra fino a casa di un cliente costa infatti circa 1.100 euro, mentre questa soluzione si può attuare con 200». Insomma un bel risparmio, che permette anche di usare, rivitalizzandola, la vecchia rete in rame, a fronte di una velocità di navigazione non particolarmente penalizzata (60Mb al posto di 100Mb) se il cosidetto cabinet si trova a circa 400 metri dalle abitazioni interessate. In questo modo entro il 2014 ci dovrebbero essere circa 100 città dove gli utenti potranno essere collegati con l'ultrabroadband a 100 Mb mentre il collegamento attuale Adsl è a 7Mb. In realtà Telecom sarebbe già pronta in circa 30 città ma non può commercializzate l'offerta in quanto l'Authority per le tlc non ha ancora approvato le tariffe presentate a marzo. Al momento dunque in Italia solo Fastweb, che la scorsa settimana ha firmato un'intesa con Telecom, collega i clienti a 100Mb per circa 50 euro al mese. «Noi stiamo comunque infrastrutturando circa 5 mila clienti al giorno - ha detto Bernabè -. Oggi ci sono le condizioni regolatorie e di innovazione tecnologica per fare la rete di nuova generazione». Resta però da vedere quali saranno gli utenti per tutta questa larghezza di banda. Fino ad oggi infatti gli abbonati a 20 Mb sono solo 500 mila contro gli oltre 10 milioni in Adsl a 7Mb. «L'accelerazione sulla richiesta di banda - spiega Bernabè - avverrà quando si potrà fruire di molti contenuti video in 4K, pari a quattro volte l'alta definizione». Un obiettivo insomma che non è certo a portata di mano.