Sea, al via il roadshow per la quotazione in Borsa

Giuseppe Bonomi, presidente della società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate: "Per i prossimi tre anni pay out al 70%, è il momento giusto per investire, mai un trimestre in perdita". Il 6 dicembre primo giorno di quotazione. Previsti investimenti per 437 milioni fino al 2015 con un piano industriale flessibile, regole e tariffe certe per 10 anni grazie al Contratto di programma

Sea ai blocchi partenza con l'inizio ufficiale del roadshow, il periodo di offerta pubblica di vendita e sottoscrizione delle azioni della società che gestisce gli aeroporti milanesi di Malpensa e Linate finalizzata all'ingresso in Borsa, che terminerà il prossimo 30 novembre. L’operazione, che è stata presentata alla comunità finanziaria, riguarda 58 milioni e 520mila azioni, di cui 24milioni e 400mila azioni derivanti dall’aumento di capitale e 34 milioni e 120mila azioni messe a disposizione da Asam spa. Il primo giorno di quotazione è previsto il prossimo 6 dicembre. Le azioni, ad una forchetta di prezzo fra 3,2 e 4,5 euro ciascuna, sono destinate all’85% agli investitori istituzionali italiani e esteri, al 15% al retail, mercato al quale sono destinate bonus share. Al pubblico indistinto che manterrà le azioni per un anno spetterà l’attribuzione gratuita di una azione ogni 20 assegnate, con un rendimento implicito del 5%, mentre per i residenti nelle province di Milano, Monza, Varese e Novara sarà ogni 15 azioni assegnate, con un rendimento implicito di oltre il 6%. Per i dipendenti e i piccoli azionisti il bonus sarà di 17 azioni ogni 250. Fra 800 milioni e un milardo e 75 milioni l’intervallo di valorizzazione del capitale individuato, ovvero fra 878 e 1 miliardo e 180 milioni con l’aumento di capitale. Con l’operazione il Comune,socio di maggioranza, scenderà al 48%, F2i al 26% e altri al 2%, per un flottante del 24%.

"Per noi comincia una fase cruciale, il confronto vero e proprio con ilmercato - ha detto il presidente di Sea, Giuseppe Bponomi - i passaggi precedenti ci inducono a perseguire con tenacia e determinazione anche quest’ultima fase. Questo è il momento giusto per investire in Sea - ha spiegato -. L’attività di premarketing delle banche ha evidenziato un forte, fortissimo interesse del mercato verso questo settore e verso la nostra società e siamo fortemente fiduciosi che la risposta del mercato sia positiva. Per i prossimi tre anni garantiamo un dividend payout fino al 70%, un elemento che ci pone in una posizione di straordinario vantaggio sui nostri concorrenti europei, la garanzia di di un dividendo generoso". Conferme in questa direzione sono arrivate anche dall’advisor di Banca Imi (Intesa Sanpaolo), Marco Graffigna: "Sea renderà il doppio di un titolo di Stato a dieci anni".

Bonomi ha ricordato che il gruppo investirà 437 milioni di euro fino al 2015, di cui 181 già previsti per la costruzione della terza pista a Malpensa che sarà però realizzata, ha tenuto a precisare il presidente, "solo se e quando le condizioni di mercato lo richiederanno". Sul piano degli investimenti in corso, Bonomi ha ricordato che a gennaio entrerà in esercizio il terzo terminal di Malpensa riservato alle compagnie e ai voli del traffico "pregiato" a lungo raggio con servizi di qualità (ad esempio accesso diretto agli aeromobili dalla vip longue e una unica grande catena commerciale all'interno che valorizzerà il business non aviation di Sea).

I proventi dell’Ipo verranno usati "per supportare la crescita, rafforzare la struttura patrimoniale ed essere pronti a cogliere tutte le opportunita", anche nell’ottica del risiko aeroportuale del Nord Italia. Questo con un piano industriale flessibile, legato al recente via libera del Contratto di programma, strumento che garantisce regole certe per dieci anni e consente di agire sulla leva dell'incremento dei livelli tariffari.

Giuseppe Bonomi ha anche sottolineato come Sea, negli ultimi tre anni, abbia sempre registrato ricavi in aumento e abbia il primato italiano nel settore cargo con circa il 50% della quota di mercato. "Mai un trimestre in perdita" e un bacino diriferimento "tra i più interessanti in Europa", ha spiegato Bonomi parlando dei "punti di forza" di Sea. In un'area di riferimento, "tra le prime tre per Pil e un territorio che ha sempre espresso una domanda di traffico passeggeri in aumento, anche in anni in cui l’industria sta soffrendo", come primo elemento forte. "Il secondo elemento è una società che pur in presenza di fatti esogeni come il dehubbing di Alitalia e gli impatti della crisi, il sisma in Giappone o la nuvola islandese, ha sempre avuto performance in crescita, e i ricavi e l’ebitda del gruppo sono in crescita anche in questo momento, in presenza di una struttura di costi in riduzione". Terzo elemento di forza, il fatto che "approfitteremo delle nuove infrastrutture per allargare la nostra catchment area. Non è di poco conto che una serie di importanti investimenti sono inseriti nel dossier Expo fra le opere complementari che porteranno naturalmente a un allargamentodel territorio di riferimento".

"A fronte di un’economia reale in discesa, Sea ha una crescita media annua dei ricavi del 3,5%. Nel primi 9 mesi del 2012 rispetto al 2011 l’incremento è stato del 5,3% per i ricavi, del 6% per l’ebitda", e questo in presenza di effetti del Contratto di programma, entrato in vigore il 24 settembre, "non ancora evidenti: si manifesteranno aregime nel 2013", con un incremento delle tariffe che comunque resteranno "al di sotto della media europea e quindi in una situazione di estrema competitività". Quanto alla posizione finanziaria netta, arriverà a 505 milioni dopo il pagamento al socio di maggioranza del dividendo straordinario deliberato il 20 dicembre dello scorso anno e che sara, pagato in due tranche, una il prossimo dicembre e una a fine 2013.

Bonomi è stato chiaro anche sui rapporti con il socio privato rispetto alla forchetta di prezzo per la quotazione della società (Sea attualmente ha come soci Comune di Milano con il 55%, il fondo di Vito Gamberale F2i con il 30, Asam con il 15, piccoli investitori 1%): "Le volontà degli azionisti si esprimono in assemblea e non nel cda. Io convintamente ribadisco la volontà di F2i palesata in assemblea: favorevole alla quotazione. I distinguo mi interessano poco". Il cda, ha spiegato "è tenuto ad eseguire la volontà assembleare, e l’assemblea ha deciso di delegare al cda il compito di fissare il prezzo". I criteri, ha spiegato, sono "il valore del patrimonio netto, la quantità equalità delle manifestazioni di interesse, le condizioni del mercato, irisultati della società, le prospettive di sviluppo e le indicazioni dei global coordinator" e il cda, a conclusione del periodo d’offerta, il 30 novembre, "si muoverà rigorosamente su queste direttrici". Alla domanda se "sia scomodo" procedere nella quotazione "se non c’è piena sintonia fra azionisti, rispondo di no, non è scomodo - ha risposto Bonomi - se ho come faro l’interesse della società e non degli azionisti. Si presume che, facendo gli interessi della società, si facciano anche quelli degli azionisti".

Altra domanda su Asam, la holding della Provincia di Milano: "Se il socio venditore rinuncia a vendere, l’operazione non si può fare - ha risposto Bonomi -, ma finora con Asam c’è stata perfetta armonia in tutti i passaggi del processo e in ogni caso nella situazione in cui siamo anche in ragione dell’interesse del mercato, ci sono tutte le condizioni perché perché l'operazione abbia successo".

Una battuta infine è stata riservata da Bonomi, a Bernardo Caprotti, patron di Esselunga, che nei giorni scorsi ha proposto la realizzazione di un nuovo hub all'aeroporto di Montichiari, vicino a Brescia: "Ringrazio il dottor caprotti, che notoriamente da decenni si occupa di aeroporti, finita l’Ipo di Sea anch'io inizierò a occuparmi di supermercati...".