Secondo rifiuto di PartnerRe a Exor: «Offerta troppo bassa, ma pronti a trattare»

PartnerRe apre uno spiraglio a Exor, dopo l'ultima offerta depositata dalla holding della famiglia Agnelli. Ma vuole di più rispetto ai 137,5 dollari per azione (6,8 miliardi in tutto) messi sul piatto dalla finanziaria per conquistare il colosso delle riassicurazioni Usa con sede alle Bermuda.

PartnerRe si dice infatti «disponibile» trattare con Exor per verificare se l'ultima proposta inviata dalla finanziaria (offerta comunque allo stato ritenuta «inaccettabile per valore e per i termini proposti»), «possa essere migliorata in modo tale che sia convincente per i nostri azionisti». Lo scrive il vertice del gruppo di riassicurazioni in una lettera ai soci in cui, dopo aver puntualizzazioni sulle «affermazioni errate e sui travisamenti» contenuti nelle precedenti comunicazioni di Exor, ribadisce di continuare a preferire l'impegno di nozze recentemente sottoscritto con la rivale Axis Capital. Quest'ultimo accordo infatti, a differenza dell'offerta di acquisto di Exor, consente a PartnerRe di creare un nuovo polo del settore e di beneficiare di importanti sinergie, anzichè diventare una semplice preda.

Exor, interpellata, tace. In attesa di una sua risposta, la reazione delle Piazze finanziarie è attendista: la holding degli Agnelli chiude a 44,69 euro, in rialzo del 2%, mentre PartnerRe alle 19.00 italiane è invariata a 134,21 dollari.

Sul mercato ci si chiede fin dove Exor vorrà e potrà spostare l'asticella per entrare da protagonista nel business delle riassicurazioni, un settore svincolato dal ciclo economico (a differenza di quanto accade per le partecipazioni storiche in Cnh e Fca) e che garantisce lauti dividendi nel tempo. In effetti la holding degli Agnelli aveva definito «irrevocabile» l'offerta a 137,5 dollari per azione, ma anche la prima proposta di acquisto (130 dollari per azione), rispedita al mittente, era stata definita «la migliore» possibile. Mai dire mai quindi.

In ogni caso Exor si stava già preparando a combattere una battaglia assembleare con l'acquisto del 9,32% di PartnerRe e la previsione del Preliminary Proxi Statement «per sollecitare gli azionisti di PartnerRe a votare contro l'offerta chiaramente inferiore di Axis». Il 9 luglio infatti gli azionisti di PartnerRe sono chiamati a deliberare la fusione con Axis Capital, altamente caldeggiata dal cda del gruppo Usa. Una mossa, quella del ricorso alle deleghe che, come preannunciato nella lettera agli azionisti, potrebbe esser replicata anche da PartnerRe.