Via alla sfida Italia-Francia su Stx «Soluzione comune in tempi rapidi»

I ministri incontrano Le Maire. Ma in Borsa il titolo cede il 2,3%

Camilla Conti

Lo sgambetto di Emmanuel Macron all'operazione Stx continua a frenare Fincantieri in Borsa.

Il titolo ieri ha chiuso la seduta in Piazza Affari lasciando sul terreno un altro 2,34% a 0,85 euro ma recuperando in parte dai minimi di seduta dopo il vertice che si è tenuto a Roma tra i ministri del Tesoro, Pier Carlo Padoan, e dello Sviluppo, Carlo Calenda, con il francese Bruno Le Maire, titolare del dicastero dell'Economia. Un incontro «molto cordiale e costruttivo», l'ha definito il Mef, che «ha permesso di constatare il comune interesse di Italia e Francia nell'avviare una collaborazione sulle politiche dell'Unione europea e della zona euro» e il ministro francese che ha precisato che questa soluzione dovrà tenere conto degli «interessi di tutta le parti in causa».

Il vertice ha anche affrontato la questione del ruolo di Fincantieri in Chantiers de l'Atlantique. «In considerazione dell'apertura dei due paesi nei confronti degli investimenti diretti dall'estero, i colloqui proseguiranno per una soluzione comune in tempi rapidi», aggiunge la nota del Tesoro.

Restano sul tavolo il nodo della governance dopo la richiesta avanzata la settimana scorsa dal neopresidente Macron di rivedere i pesi nell'azionariato di Stx disegnati dall'accordo di aprile che vedeva il gruppo italiano al 48%, la Fondazione CrTrieste (considerata dai francesi come un «prestanome» di Fincantieri) all'8%, la francese Dcns al 12% e la partecipazione pubblica transalpina al 33 per cento. Venerdì scorso in un'intervista a Le Monde Gianluigi Aponte, patron di Msc Crociere, ha sposato la mossa di Macron aggiungendo di voler entrare nel capitale di Stx France «affinchè Fincantieri non saccheggi Saint Nazaire». Entrando nel capitale al fianco dell'altro grande cliente dei cantieri francesi ovvero Royal Caribbean (con un complessivo 10% del capitale), Aponte darebbe dunque l'«equilibrio» chiesto da Macron. La nuova trattativa sconta però il clima elettorale francese, con la tornata di politiche prevista per domenica prossima, e servirà più di qualche settimana per arrivare in porto. Possibile però che già mercoledì ci possa essere una seconda occasione di confronto tra i due ministri dell'economia, entrambi a Parigi per la ministeriale Ocse. Secondo gli analisti di Equita, con un investimento minimo Msc eviterebbe il rafforzamento del potere contrattuale di Fincantieri che potrebbe derivare dall'acquisizione di Stx France senza l'inclusione dei clienti di quest'ultima nell'operazione. «Ciò accoglierebbe il favore del governo francese, preoccupato di non scontentare l'opinione pubblica in vista delle elezioni», sottolineano i broker.

Pur ritenendo che si possa arrivare a una soluzione politica, Banca Akros aggiunge un'altra preoccupazione per il gruppo guidato da Giuseppe Bono ricordando che il Qatar aveva assegnato un contratto da circa 4 miliardi alla società con il pagamento di un grosso anticipo, stimato pari a 250-300 milioni nel breve termine. Anticipo che dopo la rottura delle relazioni diplomatiche fra Doha e gli altri paesi arabi si fa più incerto.

Commenti
Ritratto di ANGELO POLI

ANGELO POLI

Mar, 06/06/2017 - 13:14

Fincantieri, nel trattare, non si dimentichi mai di aver comprato sul mercato mondiale il 66% di STX. Non abbia fretta a concludere l'intesa con i Francesi e posticipi a molto dopo le elezioni ogni trattativa, valutando bene quel contratto con il Qatar e partendo dal fatto che non possono essere gli altri a condurre il gioco. Aspetti l'esito in Italia delle nuove elezioni e del nuovo premier. Faccia come loro, che dopo l'accordo si rimettono a pretendere di voler ritrattare. Partire dal dato di fatto che i Francesi partono sempre storicamente dal fatto che devono essere loro a condurre il gioco. In caso di necessità Fincantieri si faccia pagare bene quel 66% e se ne vada. Meglio soli che male accompagnati!

Ritratto di ANGELO POLI

ANGELO POLI

Mar, 06/06/2017 - 13:32

Fincantieri non dimentichi il fatto di aver comprato il 66% sul mercato internazionale. Se le cose si complicano, allungare i tempi in modo da avere anche noi un nuovo governo e un nuovo premier. I Francesi hanno la pretesa storicizzata di voler condurre sempre loro il gioco, di poter comprare sempre in casa d'altri ma non accettano il contrario. In caso di necessità vendere in blocco e a caro prezzo quel 66%. Meglio soli che male accompagnati! Curiosa la loro pretesa di voler ritrattare un accordo appena sancito!