La sfida su Rcs al test di Piazza Affari

Oggi le reazioni del mercato al rilancio di Cairo. Atteso un mini-ritocco di Bonomi

Camilla Conti

Oggi Piazza Affari darà il suo primo giudizio al rilancio su Rcs arrivato da Urbano Cairo venerdì scorso a Borsa chiusa. Il patron de La7, ricordiamolo, ha alzato l'asticella del concambio da 0,12 a 0,16 azioni Cairo per ciascun titolo Rizzoli allineandosi ai 70 centesimi dell'Opa promossa da International Media Holding. Ai prezzi di Borsa di venerdì, la nuova Ops valorizza Rcs 0,69 euro per azione, 0,72 considerando anche il recente dividendo Cairo mentre i titoli del Corriere hanno archiviato l'ultima seduta a 0,78 euro. Sulla reazione della Borsa potrebbe però pesare, più che l'aggiustamento del prezzo, la promessa di un dividendo straordinario di 20 milioni da distribuire a tutti i soci di Cairo in caso di insuccesso dell'Ops.

La novità, sostengono alcuni operatori, potrebbe tenere alto il prezzo del titolo per il concambio. Venerdì le azioni della Cairo Com hanno archiviato la giornata mettendo a segno un balzo del 6% a 4,3 euro mentre le Rcs hanno chiuso a 78 cent (+4%).

Cairo ha inoltre previsto la possibile fusione tra Rcs e Cairo Com da effettuare, se tutto andrà bene, tra 12 e 24 mesi con tanto di target industriali già definiti al 2018. Il tutto, senza per ora imbarcare nuovi soggetti ma lasciando una porta aperta a eventuali compagni di viaggio: la nuova proposta prevede infatti un aumento di capitale fino a 70 milioni di Cairo Com, aperto all'ingresso di nuovi soci che potranno arrivare fino al 10 per cento.

Oggi parte anche l'Opa cash lanciata da Andrea Bonomi in cordata con i soci storici del Corriere (Mediobanca, Della Valle, Pirelli e Unipol) che punta a supportare la squadra dell'ad Laura Cioli e a «sostenere e accelerare il processo di ristrutturazione attuato» dall'attuale vertice arrivando a immettere capitali freschi fino a un massimo di 150 milioni.

Resta, intanto, da capire se in settimana verrà convocato anche un cda di Rcs per esaminare la nuova offerta del patron de La7, sebbene la riunione non sia obbligatoria. La cordata Bonomi ha invece tempo fino a venerdì 24 per reagire.

Gli analisti scommettono su un leggero ritocco a 0,8-0,85 euro, quanto basta per superare il livello minimo dell'intervallo della fairness opinion di Rcs che ha giudicato non congruo il livello dell'Opa (secondo l'esperto indipendente Roberto Tasca una valutazione corretta sarebbe tra 0,80 e 1,13 sulla base dei flussi di cassa). Ma per correggere il tiro, Imh ha bisogno del voto unanime di tutti e cinque i soci coinvolti. La battaglia dei rilanci va comunque chiusa il 10 luglio, cinque giorni prima dell'Opa di Imh.

Sull'intera sfida, però, aleggia una grande incognita: il referendum del 23 giugno sulla Brexit. Entrambi i prospetti informativi contengono la condizione cosiddetta «Mac» (acronimo di material adverse change) e che subordina l'efficacia dell'offerta al mancato verificarsi di alcuni eventi «avversi». Tra questi, le turbolenze provocate sui mercati finanziari da un'eventuale uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.