La siccità colpisce la produzione di miele. A rischio di sparizione quello di tiglio e acacia

La siccità che ha imperversato nei mesi estivi è stata fatale per la produzione di miele italiano, in particolare per l’acacia e il millefiori. A tirare le somme del 2017 è il Conapi, il consorzio nazionale degli apicoltori, che per il terzo anno consecutivo si ritrova con volumi in netta diminuzione rispetto alle medie delle passate stagioni. «Il 2017 è stata un’annata decisamente infausta – ha detto Diego Pagani, presidente di Conapi dal 2008 – è stata la peggiore annata della storia soprattutto al Centro e al Nord, al Sud invece abbiamo avuto comunque delle produzioni soddisfacenti. In ogni caso, alcuni mieli mancheranno proprio: il tiglio non si è praticamente prodotto, l’acacia assolutamente scomparsa a causa delle gelate prime e del maltempo dopo, il millefiori è stato abbastanza compromesso dalla siccità estiva e dalla mancanza di pioggia». Il 2011 è stato l’ultimo anno anno soddisfacente: rispetto alla potenzialità produttiva (3mila tonnellate, ndr).«Il principale fattore per il calo produttivo è stato l’andamento climatico: – ha spiegato Pagani – in primavera le gelate e il maltempo, in estate la siccità e la mancanza d’acqua come non si era mai vista da decenni. La problematica dell’avvelenamento delle api per l’uso dei pesticidi ha sempre una influenza, ma devo dire che quest’anno è stato molto più rilevante l’impatto climatico». Chiaramente il calo della produzione avrà una ricaduta sui prezzi che, per alcuni raccolti, potranno aumentare del 15-20%; senza contare il rischio di un incremento delle frodi. Entrando nel merito dei vari tipi di miele, l’acacia nel 2017 ha raggiunto il minimo storico con un meno 30% rispetto al 2016 e un meno 70% rispetto al 2015, un anno considerato di media produzione. Il volume complessivo del raccolto di acacia è passato dalle 705 tonnellate del 2015 alle 265 del 2016, fino alle 198 di quest’anno. Ma il dato negativo che più sorprende è quello del millefiori: da sempre questo miele è considerato una risorsa importante poiché, avendo origine da fioriture diverse, ha sempre dato più opportunità di essere raccolto. La siccità di questa lunga estate ne ha determinato una diminuzione pari al 20%, erodendo quella riserva di prodotto con cui le aziende avrebbero potuto colmare le perdite dei monoflora. Nel variegato mondo del miele, invece, nel 2017 ha tenuto la produzione di agrumi che, dopo il dimezzamento del raccolto avvenuto nel 2016, registra un incremento anche rispetto al 2015, anno di media produzione. Sono stati buoni i raccolti di alta collina e montagna, come castagno e tiglio di montagna, che hanno risentito meno della siccità, mentre è quasi azzerato quello di melata, conosciuto anche come miele di bosco. Quasi sparita anche la produzione di tiglio dell’Emilia Romagna, molto apprezzata dal mercato. I prodotti del consorzio Conapi sono in vendita su Mielizia il marchio che Conapi ha comperato da Alce Nero dedicato al settore miele. Un business da circa 11 milioni di euro per il consorzio apicoltori di cuifanno parte circa 600 imprese associate.