Sisal si quota il 18 luglio Utile nel 2015

Sisal si prepara a sbarcare in Borsa il prossimo 18 luglio con un'Opvs (offerta pubblica di vendita e scambio). «I proventi dell'aumento serviranno per rimborsare parte dell'indebitamento finanziario e per proseguire le strategie dell'azienda, anche attraverso la crescita per linee esterne», ha spiegato Emilio Petrone, ceo del gruppo, alla comunità finanziaria riunita ieri a Milano. Sul mercato saranno offerti 77,5 milioni di azioni (pari al 59,16% del capitale) di cui più di un terzo derivanti da nuova emissione e le altre provenienti dalla vendita da parte dei tre fondi di private equity (Permira, Apax e Clessidra), riuniti in Gaming Invest. La forchetta indicativa di prezzo fissata dalla società è compresa tra i 6,30-7,70 euro per titolo. L'offerta, quindi, potrebbe valere tra i 645 e i 789 milioni di euro, mentre in Borsa potrebbe vantare una capitalizzazione compresa tra gli 825 e i 1008 milioni (pari a 4,7-5,7 volte l'ebitda rispetto alle 5,7 volte di Gtech).
La società, fondata nel 1946 e oggi leader nel settore dei giochi e nei servizi di pagamento, ha chiuso il 2013 con un fatturato di 772 milioni e un ebitda di 175. Il miglioramento della struttura finanziaria previsto dovrebbe poi portare, almeno nelle intenzioni del top management, a un miglioramento della marginalità. Dopo tre esercizi in rosso (la perdita nel 2013 è ammontata a 99 milioni), tuttavia, il ritorno all'utile non è previsto che nel 2015. «Le perdite derivano da poste non ricorrenti», ha spiegato Corrado Orsi, direttore finanziario del gruppo.
Petrone ha comunque escluso contenziosi aperti significativi, che potrebbero incidere sui futuri bilanci.