Smartphone, invasione cinese. E Samsung perde terreno

Il colosso coreano subisce la concorrenza nei cellulari intelligenti di fascia bassa. E i profitti scendono del 24,5%

Trimestre in declino per Samsung. La concorrenza cinese nel campo degli smartphone a basso prezzo comincia infatti a farsi pesantemente sentire sui mercati asiatici, ma anche su quelli europei. Per il secondo trimestre Samsung prevede un profitto operativo di 5,2 miliardi di euro, in calo del 24,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, in cui aveva fatto registrare utili pari a circa 7,4 miliardi. Il fatturato, a 52mila miliardi di won, o 37,8 miliardi di euro, è sceso del 9,5% su base annua e del 3,1% rispetto ai primi tre mesi dell'anno.

Le nuove cifre deludono le aspettative degli analisti intervistati da Thomson Reuters che avevano previsto un profitto operativo di oltre 8 miliardi di dollari per il secondo trimestre di Samsung, stima forse troppo ottimistica. Per il gruppo coreano il motivo principale è la battaglia sui prezzi negli smartphone e una debole domanda di prodotti 3G in Cina, in cui il mercato resta in attesa della diffusione delle reti Lte.
Per quanto concerne il settore dei tablet, a giocare un ruolo importante nel declino delle vendite è stato il ciclo di sostituzione più lento da parte degli utenti, rispetto a quanto avviene con gli smartphone. Inoltre, anche il cambio sfavorevole del won verso le altre valute americane ed europee ha avuto un impatto negativo sui conti.

Ma se Samsung piange, Apple non ride. La forte competizione dei brand cinesi ha colpito anche la società concorrente, che cerca di imporsi nel mercato asiatico ormai da anni, ma con scarsi risultati. Secondo le statistiche rilasciate da Strategy Analytics, infatti, le due società occupano ora il 47% del mercato globale degli smartphone, in declino rispetto al 50% del primo trimestre.
Apple ha venduto 43,7 milioni di smartphone nei primi tre mesi del 2014, occupando il 15% del mercato, in ribasso rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il tutto a vantaggio di brand come Huawei e Lenovo, tra le poche società a vantare una crescita nelle quote di mercato negli scorsi mesi. Ma ce ne sono anche altre. Come Zte, per esempio, gruppo che ha appena presentato tre smartphone low cost, ma piuttosto performanti, con prezzi sotto i 200 euro.
E poi ci sono le offerte dei gestori. Tra i più attivi, Vodafone, che ha recentemente lanciato uno smarpthone, ovviamente prodotto in Cina, a meno di 70 euro.

E anche se Samsung non ha fornito dati sui volumi di vendite, secondo gli analisti sarebbero calate a 78 milioni di unità, a fronte dei 90 milioni di dispositivi attesi. Anche sulla fascia alta i problemi non mancano.
Il gruppo coreano, nel secondo semestre, tradizionalmente più denso di vendite per il comparto, deve mettere in conto anche il rilancio dell'arcirivale Apple, da cui sono attesi nuovi modelli con l'iPhone 6.

Commenti

vince50

Mer, 09/07/2014 - 17:35

Abbassino i prezzi per limitare la concorrenza,dal momento che non esistono grandi differenze nella qualità.Anzichè spendere 500 euro per lo stesso pezzo di plastica,se ne spendono 100 e dopo si butta via.

linoalo1

Mer, 09/07/2014 - 18:07

Forse e finalmente,qualcuno capirà il perché della moria dei negozietti!E' senz'altro la concorrenza!Noi cittadini,che certo non siamo scemi,compriamo un prodotto dove sappiamo che costa meno!Ossia in un Ipermercato o similari!I Negozietti,sono ormai antiquati e sorpassati e non possono certo mantenere i prezzi dei Grandi!Piaccia o non piaccia,questo è il Progresso dove tutto è in continua evoluzione!Lino.

Ritratto di stenos

stenos

Mer, 09/07/2014 - 18:46

Hanno voluto il mercato globale? Hanno voluto la Cina che produce senza regole? Che si aspettavano? Speculatori del cazz.