La società di Mountain View taglia costi finanziari e per la ricerca, e punta su YouTube e Android

Le società della new economy spingono il Nasdaq. Ieri Google ha chiuso con un rialzo del 14%, raggiungendo nuovi massimi storici dal momento della sua quotazione nel 2004. Per Mountain View, il secondo trimestre, è andato molto bene. Gli utili sono stati pari a 3,93 miliardi di dollari, o 6,43 dollari per ogni azione, in aumento rispetto ai 3,35 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. La società ha battuto le attese degli analisti grazie ai forti risparmi imposti dal nuovo direttore finanziario Ruth Porat, una signora di 57 anni strappata a Morgan Stanley dove aveva guidato il risanamento della banca d'affari. «I risultati riflettono la crescita nei nostri prodotti, soprattutto quello core della ricerca - ha detto Porat, entrata in Google in maggio -. Siamo concentrati nello sviluppare nuove opportunità e lo faremo ma con attenzione all'allocazione delle risorse».

Google insomma deve risparmiare nonostante gli ottimi bilanci. Dovrà dunque rivedere gli investimenti folli e ancora difficilmente monetizzabili in progetti visionari come l'auto senza conducente o le mongolfiere da impiegare per portare collegamenti wi-fi nei luoghi più sperduti. L'approccio finanziario sta diventando, dunque, molto più prudente, ed è anche per questo motivo che ieri il titolo in Borsa è salito. Sullo sfondo c'è però anche l'aggressiva concorrenza dei concorrenti sul fronte dei motori di ricerca. Infatti società come Amazon, Facebook e Apple, visto l'incremento nell'uso dei dispositivi mobili come smartphone e tablet, stanno incoraggiando i consumatori ad usare singole app per ogni servizio al posto di fare ricerche sul web con il motore di ricerca.

È per questo che i tassi di crescita di Google (nella ricerca) hanno rallentato e alcuni analisti si sono detti preoccupati in merito alla possibilità che questa attività e la pubblicità connessa fatichino ad aggiustarsi al piccolo schermo degli smartphone. La società ha però sbandierato i tassi di crescita di YouTube, il sito di video online che, recentemente, ha superato il miliardo di visitatori al mese. Molto bene sta andando anche Google Play, la risposta di Android - il sistema operativo per telefoni cellulari sviluppato dalla società di Mountain View - all'Apple store dedicato al mondo ios (iPhone iPad). Google dunque sta cercando di limitare i costi che, nel secondo trimestre sono cresciuti «solo» del 10% contro il 22% dello stesso periodo nell'anno precedente. Il dollaro «forte» ha comunque impattato sui ricavi, saliti dell'11% a 17,73 miliardi di dollari che però, al netto delle variazioni dei tassi di cambio, avrebbero segnato un +18%.