"Solidi e ricapitalizzati grazie ai cinesi"

Galassi, ad di Ferretti Group: "L'azionista di maggioranza ci ha salvati dal private equity"

«Nel 2012 il cavaliere bianco italiano non c'era. E se c'era non si è fatto vedere». L'avvocato Alberto Galassi, ad del gruppo Ferretti, non ha dubbi: «Per fortuna sono arrivati i cinesi di Weichai». E snocciola i risultati, «quelli veri, non quelli che leggo su alcuni giornali», precisa. Eccoli: fatturato a 373 milioni a fine 2015 e a 542 a fine 2017, perdite dimezzate a 46 milioni (98 nel 2013) e indebitamento a 34 milioni (235 nel 2013). «Il più basso nella storia del gruppo - sottolinea Galassi - e la settimana prossima scenderà a meno di 15 milioni».

Poi il piano strategico per il triennio 2015-2017. A cominciare da un investimento di 50 milioni per il lancio di 27 nuovi modelli. E la crescita passa anche attraverso un previsto ritorno all'utile nel 2017, con l'obiettivo di raggiungere un Ebitda positivo a 16 milioni nel 2016, per arrivare a 44 milioni di euro nel 2017. Il gruppo sta infine investendo nella costruzione di un marina a Zhuhai, di fronte a Macao.

I dati sono stati presentati a margine dell'inaugurazione dei nuovi uffici di Milano, in piazza Diaz 6, «una sede operativa, nella capitale del design», aggiunge Galassi. Entrato nel 2012, ricorda l'ad, il gruppo Weichai (86,8%) «ha versato 178 milioni per l'acquisizione, più 116 milioni di finanziamento, e ora 80 milioni per un aumento di capitale. Quando sono arrivati i cinesi, Ferretti era in regime di 182 bis della legge fallimentare. Loro hanno ripagato al 100% i fornitori, cosa mai vista. Grazie a loro siamo fuggiti a gambe levate dal private equity e dalla finanza; io non sono preoccupato se c'è un investimento estero industriale, ma se è finanziario sì. Per noi questo è un nuovo inizio, con nuovi manager e un'azienda riorganizzata - continua Galassi - nessuno nella nautica italiana investirà come noi in questi anni. Cuore e testa sono italiani, ma il nostro mercato è il mondo. Il listino? Non è nei piani».

Quindi l'annuncio ufficiale della vendita di Bertram al gruppo Gavio (già proprietario di Baglietto e Cerri): «Un amico e una persona seria, l'unico italiano a investire nella nautica». Intanto il primo trimestre 2015 si chiude con ordini per 75 milioni (cifra riferita alle sole barche di serie).

Infine l'annuncio choc, comunque già nell'aria: «Non parteciperemo al prossimo Salone di Genova - conclude Galassi -: quel budget importante lo investiremo in altro modo».