S&P avverte: «L'Ucraina rischia la bancarotta»

Per evitare il default servono aiuti. Fmi sotto accusa: troppi ritardi nei fondi promessi a Kiev. E Obama vieta il commercio con la Crimea

Nel giorno in cui il Fondo monetario internazionale ha lodato gli sforzi delle autorità dell'Ucraina sul fronte delle riforme economiche, su Kiev cala la scure di Standard & Poor's. L'agenzia americana ha tagliato il rating di lungo termine a CCC- da CCC con outlook negativo, un declassamento che riflette il rischio crescente di un default sui suoi bond «nei prossimi mesi». Il solo modo per scongiurare questo rischio è l'arrivo di «sostegno finanziario addizionale», ma S&P mette l'accento sui ritardi che sta avendo l'erogazione di fondi da parte del Fmi.

Il governo ucraino ha di recente chiesto all'organizzazione guidata da Christine Lagarde di ampliare il pacchetto di aiuti da 17 miliardi a causa del deterioramento dell'economia. In linea teorica la richiesta dovrebbe trovare accoglimento, visto che già in settembre il Fondo aveva stabilito che il Paese dell'Est Europa avrebbe avuto bisogno di ulteriori 19 miliardi di aiuti. Ma l'Fmi, gli Stati Uniti e l'Unione europea stanno litigando su chi dovrebbe pagare cosa. Così, Kiev ha finora ricevuto una tranche da 3,2 miliardi di dollari in maggio, mentre S&P lamenta il fatto che «la seconda e terza tranche di aiuti non sono state sborsate come atteso nel 2014» e che la tempistica dell'invio di 2,7 miliardi combinati «resta non chiara». Secondo l'agenzia di rating, il programma di aiuti dell'istituto di Washington «rischia di non andare avanti» anche se la formazione di un nuovo governo pro-riforme in Ucraina sostiene la continuazione del programma stesso di aiuti.

Dopo che giovedì scorso i suoi esperti hanno concluso la missione nella capitale ucraina, il Fondo ha reso noto che le autorità di Kiev «si stanno preparando a mosse decisive con un'agenda ampia volta a stabilizzare e riformare l'economia e a superare le difficoltà emerse nell'ultimo anno». Una nuova visita degli ispettori del Fmi è prevista per gennaio, ma è evidente che la partita si gioca soprattutto sul tavolo della politica. Non è ad esempio chiaro se domenica o lunedì riprenderanno i negoziati di pace tra Kiev e le forze separatiste, come annunciato dal presidente francese, François Hollande.

Mentre ieri Mosca ha elogiato il ruolo di «contenimento» dell'Italia durante il suo semestre di presidenza europeo, la crisi tra Russia e Ucraina resta uno dei motivi di preoccupazione per i mercati, con Barack Obama che a tarda sera ha emanato il divieto di commerciare con la Crimea: «Gli Stati Uniti non accettano l'occupazione da parte della Russia». Le sanzioni e il crollo delle quotazioni del petrolio stanno facendo pagare un alto prezzo alla Russia, anche se i recenti provvedimenti presi dalla banca centrale hanno ridato respiro al rublo e alle Borse, che ieri hanno comunque chiuso deboli (-0,24% a Piazza Affari) dopo l'euforia scatenata dalla decisione della Fed di non accelerare i tempi del rialzo dei tassi.

Commenti

gpl_srl@yahoo.it

Sab, 20/12/2014 - 16:48

L' america cerca tutte le scuse per distruggere la Russia e la Russia non lo dimenticherà: Obama non lo dimentichi! Agli americani non è bastato Versailles con i tedeschi ed ora ci risiamo coi russi.

killkoms

Dom, 21/12/2014 - 13:22

percià vogliono appiopparla alla uè!

swiller

Mar, 23/12/2014 - 07:50

SPERIAMO CHE CI VADA PAESE DI MxxxA.