S&P restituisce all'Olanda la tripla A

Declassata nel 2013, quando ancora sembrava cercare senza successo la strada della ripresa, l'Olanda torna nel club riservato a pochi della tripla A. È Standard&Poor's a restituire al Paese dei tulipani il bollino blu della super-solvibilità, di cui nell'eurozona possono fregiarsi solo Germania e Lussemburgo. Sorpresa, l'agenzia di rating Usa, dalle prospettive di crescita migliori delle attese iniziali e da un'accelerazione degli indicatori economici che appena due anni fa appariva un miraggio. Era il periodo in cui l'economia arancione faceva ancora i conti con la recessione contratta nel 2009, combatteva contro la disoccupazione montante (6,8% contro il 3% del periodo pre-crac Lehman Brothers) e assisteva alla morìa delle proprie aziende, faticando a far digerire alla popolazione la ricetta dell'austerity imposta da Bruxelles. Due anni dopo, l'Olanda sembra beneficiare del processo di consolidamento fiscale imposto in precedenza, oltre che della robustezza dei consumi privati (il vero driver della ripresa) e della ritrovata vitalità del mercato immobiliare grazie alla crescita dell'occupazione e alla riduzione delle imposte sul reddito. L'upgrade di S&P è il «risultato del duro lavoro per rafforzare l'economia olandese e portare il bilancio in ordine», ha detto il ministro delle Finanze Jeroen Dijsselbloem, noto soprattutto per le posizioni da falco tenute, come presidente dell'Eurogruppo, durante la crisi greca. In base alle stime governative di settembre, il Pil dovrebbe crescere del 2% quest'anno e del 2,4% nel 2016, progressi che in buona misura vanno accreditati anche alle misure poste in essere dalla Bce che hanno reso meno caro il costo del denaro e indebolito l'euro.Politiche monetarie destinate a subire con buona probabilità un ulteriore allentamento in dicembre. Il presidente dell'Eurotower, Mario Draghi, ha ribadito ancora una volta ieri di voler fare «tutto il possibile» per risvegliare l'inflazione. L'ipotesi sul tavolo è quella di un ampliameno del piano di acquisto titolo, anche se l'ex governatore di Bankitalia ha sottolineato come ora il vero interrogativo riguardi se «la taratura della politica monetaria decisa nel mese di gennaio sia ancora sufficiente in considerazione delle crescenti turbolenze che abbiamo affrontato dopo l'estate e l'impatto che stanno avendo sulla bilancia dei rischi per l'inflazione in futuro». RPar