S&P spinge Fca in Borsa (+5,45%), mercato italiano sempre «viziato»

Pierluigi Bonora

Piazza Affari, ieri, più che ai dati di vendita di Fca ha centrato l'attenzione su S&P che ha rivisto in rialzo l'outlook del gruppo italo-americano, da stabile a positivo. L'agenzia ha confermato la valutazione «BB» per il rating a lungo termine 0e la «B» per il rating a breve, ma nei prossimi 12 mesi la valutazione sul merito di credito potrebbe aumentare. Il giudizio ha fatto nuovamente schizzare il titolo in Borsa che si è portato a 13,34 euro (+5,45%). La capitalizzazione di Fca è così tornata a intravedere quota 20 miliardi (superando quella di Ferrari: 18,6 miliardi) mentre, da inizio anno, la crescita delle azioni è stata di oltre il 54%. Nessun riflesso per il Lingotto dal nuovo calo delle immatricolazioni negli Usa (-10,6% in agosto) in un mercato (-0,7%) che sembra aver iniziato a frenare la lunga caduta.

Da registrare, Oltreoceano, il buon impatto di Alfa Romeo, alle prese con il delicato rilancio: 1.140 i modelli venduti in agosto, 6.084 da gennaio. Bene Fca anche nella vicina Francia, con vendite in crescita (+17,8%). In Italia, il gruppo guidato da Sergio Marchionne (+15,6%) ha quasi pareggiato il dato generale (+15,8%). La quota di Fca è pari al 28,8%, come un anno fa. Negli 8 mesi le registrazioni di Fiat Chrysler gruppo risultano in aumento del 9,4% (9,1% il dato del mercato); stabile al 29,1% la quota di penetrazione.

Ancora una volta, comunque, le vendite globali in Italia (+15,8%) sono state fortemente condizionate da quelle alle società e dal mercato delle auto «Km 0» (+50,2%) nonché dalla domanda proveniente dal noleggio (+41,8%). Solo +0,4% gli acquisti «veri» da parte dei privati, cioè le famiglie.